La manifestazione
IL LAVORO svanito
EMPOLI. Circa 50 lavoratori della società consortile Le soluzioni rischiano di non vedere i loro contratti rinnovati e quindi scatta la vertenza mossa da oltre 10 di questi che tramite la Cgil...
EMPOLI. Circa 50 lavoratori della società consortile Le soluzioni rischiano di non vedere i loro contratti rinnovati e quindi scatta la vertenza mossa da oltre 10 di questi che tramite la Cgil chiedono chiarezza sulle loro sorti attraverso un risarcimento ed una qualificazione dei loro rapporti di lavoro. Comincia a farsi sempre più spinosa la questione che attanaglia circa 50 lavoratori (o ex tali) del call center della società Le Soluzioni, società che opera all’interno del territorio dell’Empolese Valdelsa attraverso la gestione dei servizi pubblici locali (Publiacqua, Publiambiente, Publiservizi, Quadrifoglio, Acque e Geal). Nata anni fa come fiore all’occhiello per la gestione dei servizi, negli ultimi tempi, la società in questione ha praticamente raddoppiato il numero dei lavoratori interinali anziché di quelli a tempo indeterminato ed ha inoltre deciso di appaltare il servizio alla società romana Acea.
Il risultato è stato che molte persone (si contano all’incirca 150 lavoratori per il call center) hanno ottenuto contratti semestrali, trimestrali o mensili per poi essere stati liquidati senza neanche una risposta sulle sorti dei loro contratti. Come raccontano i lavoratori, dal 30 settembre ad oggi non è ancora stata data loro risposta sulla proroga o meno del loro contratto.
Oggi si trovano dunque a casa, sorte che presumibilmente accadrà anche agli altri lavoratori che hanno la scadenza del contratto nel mese di dicembre. «In merito a Le soluzioni l’Empolese Valdelsa ha come punto di ricaduta questo call center - ha spiegato Rossano Rossi di Cgil - e chi ha gestito quest’azienda fino ad oggi l’ha gestita davvero male. A noi era stato riferito che, essendo in atto un processo di aggregazione con altre società, l’azienda per restare competitiva doveva effettuata delle modifiche. Questo può anche andare bene ma non certo il fatto che su 150 lavoratori se ne tengano a rotazione ben 50 interinali perché questo è fuori da ogni parametro consentito dalla legge poiché il massimo di lavoratori somministrati dovrebbe essere del 13 per cento sull’intero». Questa situazione è durata per molto tempo e dal call center sono passati oltre 100 lavoratori. La Cgil, parlando con la società soprattutto dopo il cambio della normativa in merito alla scadenza di contratti dopo i 36 mesi, si era accordata per lasciare gli interinali che già lavoravano nel call center in una situazione di precedenza rispetto agli altri e dunque in una situazione di rinnovo contrattuale costante. Le Soluzioni, però, non hanno accettato più le condizioni e hanno reagito, stando a quanto raccontato dalla Cgil, con una chiusura totale di comunicazione con i sindacati. Gli interinali si sono ritrovati nella situazione di essere «spremuti e poi gettati vi»a, senza nemmeno ottenere una risposta chiara sulle loro sorti. Come se non bastasse, la società consortile, ha deciso di appaltare il servizio di call center alla società Acea di Roma. Gli ex lavoratori di Le Soluzioni sono stanchi delle continue manovre diversive della società e il fatto che il servizio sia stato appaltato a Roma certo non ha migliorato la soluzione. «Questo call center doveva essere uno strumento di ricaduta occupazionale sul territorio - continuano Rossi insieme a Giuseppe Dentato della Cgil- invece lo hanno appaltato fuori dall’Empolese Valdelsa. È giusto che il lavoro che poteva essere fatto qui venga fatto da un’altra parte? Io non credo». L’unica soluzione vagliabile, dunque, è stata quella di fare una vertenza: una causa pilota per contestare la validità dei contratti di somministrazione chiedendo dunque un risarcimento ai lavoratori e la qualificazione del rapporto di lavoro.
Chira Capezzuoli
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