Toscana
Blitz in 200 secondi nel bar, ladri in fuga con seimila euro
Colpo nella notte al Caffè della stazione di Castelfiorentino, rubate due macchinette cambiamonete. Il titolare: «Telecamere, vigilanza e forze dell’ordine non bastano, questi non si fermano di fronte a niente»
CASTELFIORENTINO. Duecento secondi per portarsi a casa un bottino di circa seimila euro. L’atmosfera natalizia non ferma la banda delle slot, che mette a segno l’ennesimo colpo. Stavolta nel mirino dei malviventi c’è finito il Caffè Stazione di Castelfiorentino. I malviventi sono entrati in azione intorno all’1.20 di notte. Hanno forzato la porta d’ingresso. È scattato l’allarme, collegato con un istituto di vigilanza privato, che ha inviato una pattuglia. Ma la loro azione è stata fulminea e quando l’agente è arrivato sul posto non ha potuto fare altro che avvertire il proprietario che aveva ricevuto “visite”.
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All’interno del locale di via Ridolfi c’è un sistema di videosorveglianza, che ha ripreso tutta la scena: «Si vedono due uomini in azione - racconta il titolare, Aleandro Pupilli - non so se fuori ce n’erano anche altri».
Perché all’esterno non ci sono telecamere. Ma con tutta probabilità c’era almeno un complice a bordo di un furgone. «Nel filmato - racconta il barista - si vedono due uomini che entrano dentro, prendono una macchinetta cambiamonete ed escono. Poi tornano, prendono anche l’altra e se ne vanno». Tutto facile e veloce, senza che nessuno si sia accorto di niente. L’entità del bottino è ancora da quantificare nel dettaglio «ma si va nell’ordine dei seimila euro». Salve invece le sei slot che si trovano nel locale: i ladri non hanno avuto abbastanza tempo a disposizione e si sono accontentati delle cambiamonete. Pupilli ha denunciato il furto ai carabinieri, che hanno avviato le indagini. Ma intanto l’amarezza è tanta: «Qui c’è veramente da avere paura. Pago due istituti di vigilanza per la sorveglianza e anche i carabinieri stessi, nell’ambito dei servizi notturni, transitano da queste parti a ripetizione. Ma tutto questo non basta, perché siamo di fronte a gente preparata, che sa quando colpire ed è velocissima. In tre minuti e mezzo hanno fatto tutto».
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I danni per fortuna sono abbastanza limitati: in altre occasioni le bande hanno devastato i locali, spesso lanciandoci contro addirittura auto o furgoni per farsi strada. «Di fatto questa gente non ha paura di niente e di nessuno e lo dimostra il fatto che hanno agito in un orario che sulla carta avrebbe potuto essere anche rischioso», fregandosene della possibilità di essere visti dai passanti o dai vicini: «Nessuno ha visto o sentito niente. Le forze dell’ordine e gli agenti della vigilanza fanno quello che possono e intanto accadono queste cose. Ma cosa dobbiamo fare? Non possiamo certo permetterci di mettere un agente di guardia fisso davanti alla porta». Nelle parole di Aleandro (come in quelle di molti suoi colleghi che hanno vissuto la stessa esperienza negli ultimi mesi nell’Empolese Valdelsa) c’è un misto di rabbia, preoccupazione e rassegnazione: «Non resta che fare molta attenzione, anche quando chiudiamo la sera. E sperare che non tornino».
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