Il Tirreno

Empoli

Case popolari anche alle coppie gay in tutti i comuni del circondario

di Marco Pagli
Case popolari anche alle coppie gay in tutti i comuni del circondario

Potranno accedere alle graduatorie anche nuclei formati da persone dello stesso sesso Ok all’unanimità a un emendamento delle minoranze. Cucini: «Ancora una volta all’avanguardia»

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EMPOLI. Le coppie omosessuali adesso potranno accedere alle graduatorie per le case popolari. Il passo in avanti nel riconoscimento dei diritti delle coppie formate da persone dello stesso sesso è stato compiuto pochi giorni fa, in sede di approvazione del nuovo regolamento per l’assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Durante la discussione sul nuovo documento – che ha recepito i dettami della legge regionale approvata pochi mesi fa – è stato messo in votazione un emendamento firmato da alcuni esponenti delle opposizione nel consiglio dell’Unione dei Comuni, nel quale si faceva preciso riferimento alla parificazione tra coppie omosessuali e coppie eterosessuali nella composizione delle graduatorie. A firmare e presentare l’emendamento sono stati i due componenti del gruppo “Linea Civica” Matteo Palanti e Sabrina Ciolli e i tre del gruppo “Unione a Sinistra” Manuel Borgioli, Vladimiro Spinelli e Luca Rovai. Inoltre il documento porta la firma anche di Damasco Morelli, che fa parte del gruppo consiliare “Progetto per il Cambiamento”.

L’emendamento, dal titolo “Inclusione delle coppie formate dallo stesso sesso nel termine nucleo familiare ai fini dell’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica” è stato votato all’unanimità: 31 voti favorevoli e nessun contrario, con l’assenza di 17 consiglieri. «Si impegna la presidente e la giunta dell’Unione – si legge nell’emendamento approvato – a porre in essere tutti gli atti necessari affinché nei bandi che saranno emanati ai sensi del nuovo regolamento in approvazione, le coppie formate da persone dello stesso sesso siano parificate alle coppie formate da persone di sesso diverso».

Il primo atto concreto che seguirà all’approvazione del documento proposto dalle minoranze sarà presumibilmente l’adozione dei registri delle unioni civili nei comuni dove ancora questo strumento non c’è. Nell’emendamento stesso, infatti, si raccomanda «a tutti i Comuni dell’Unione che ancora non ne siano forniti, di introdurre strumenti come i registri delle convivenze in modo da poter individuare le coppie da ammettere al godimento di benefici e agevolazioni comunali». E sarebbero molti quelli che dovrebbero adeguarsi, visto che il registro è presente in soli tre comuni. Il primo in assoluto, anche a livello nazionale, è stato proprio il comune di Empoli (grazie all’allora assessore Flavio Arditi, come si ricorda anche nello stesso emendamento sopra citato) nel 1993. Quindi Certaldo, che lo ha creato nel 2004, e Fucecchio, che invece lo ha istituito il 31 gennaio del 2014. Mentre a Castelfiorentino il registro per il riconoscimento delle coppie di fatto è stato chiesto un anno fa dal gruppo consiliare “Castello a Sinistra”, ma l’iter non è stato portato a termine.

«L’emendamento approvato dall’Unione durante la discussione sul regolamento per l’assegnazione di alloggi popolari è un passo in avanti sulla strada della parificazione dei diritti – spiega Giacomo Cucini, sindaco di Certaldo e delegato per l’Unione alle pari opportunità – il nostro territorio, d’altronde, ha sempre manifestato una particolare attenzione a questo tema. La maggioranza in consiglio ha ritenuto molto interessante l’emendamento proposto dalle minoranze e ha dimostrato la volontà di collaborare alla sua approvazione. Grazie a questa siamo riusciti a ratificare un atto molto avanzato, ponendo ancora una volta l’Empolese Valdelsa all’avanguardia da questo punto di vista. La parificazione tra coppie omossessuali ed eterosessuali, per quanto fosse implicita nella nuova legge regionale sulla gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, in questo modo è stato esplicitato e fornirà uno strumento di chiarezza ulteriore per la commissione chiamata a compilare le nuove graduatorie». Peraltro lo stesso consiglio dell’Unione aveva deliberato, poche settimane dopo il suo rinnovo alla fine del maggio 2014, un documento di indirizzo a sostegno della trascrizione di matrimoni contratti all’estero fra persone dello stesso sesso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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