Sicurezza
Impianto di cremazione, scattano le polemiche
EMPOLI. A Empoli la possibile realizzazione di un impianto di cremazione sul territorio sta facendo discutere, sia per quanto riguarda la politica che le stesse associazioni o imprese funebri: è di...
EMPOLI. A Empoli la possibile realizzazione di un impianto di cremazione sul territorio sta facendo discutere, sia per quanto riguarda la politica che le stesse associazioni o imprese funebri: è di soltanto poche settimane fa l'annuncio del governatore della Misericordia di Empoli Pierluigi Ciari relativo al progetto per la creazione di un impianto del genere, con la collaborazione di altre associazioni dell'Empolese Valdelsa. Le sue parole, tuttavia, hanno fatto storcere il naso a qualcuno. La proposta venne avanzata dal consigliere di centrodestra Francesco Gracci, la cui mozione fu emendata e poi approvata: in questo documento si parla del cimitero comunale come sede per la realizzazione dell'impianto. E qui si crea il primo equivoco, perchè a quanto pare le associazioni - capitanate dalla Misericordia di Empoli - non è ben chiaro se abbiano intenzione di scegliere proprio quella sede. Su questo ha puntato il dito il presidente di Fratelli d'Italia dell'Empolese Valdelsa Andrea Poggianti:«Ci aspettiamo che l'amministrazione, visto la mozione poi approvata, ci faccia sapere con la massima trasparenza cosa ha intenzione di fare: che si tratti di una compartecipazione pubblico - privato, di una gara d'appalto basta che sia il Comune a prendere in mano la situazione, perchè è l'unico che per legge può farlo. Un intervento completamente privato non è fattibile». Roberto Guidi, fondatore della storica impresa funebre empolese aggiunge: «La nostra paura è che se l'impianto fosse realizzato da queste grandi associazioni, che hanno le proprie agenzie funebri, noi piccole imprese rischiamo di rimanere tagliate fuori. Già facciamo la metà dei servizi rispetto agli anni scorsi, non possiamo continuare ad andare in rimessa. Vogliamo quantomeno poter partecipare ad una gara, poi se gli altri saranno più bravi lo accetteremo».
Marco Sabia
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