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Empoli

La filiale della Banca Etruria diventa "scena del crimine"

La filiale della Banca Etruria diventa "scena del crimine"

Protesta nella notte allo sportello di Spicchio-Sovigliana. Davanti all'ingresso la fettuccina gialla utilizzate per delimitare il perimetro delle indagini e sulla porta d'ingresso grossi adesivi contro l'istituto e il Pd. L'azione rivendicata da Casaggi e Gioventù nazionale

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VINCI. L'hanno trasformata in una scena del crimine, con tanto di fettuccina gialla (quella che di solito serve per delimitare il parimetro delle indagini). E' accaduto alla filiale di Spicchio-Sovigliana della Banca Etruria, in viale Togliatti, uno dei quattro istituti interessati dal decreto "salbanche".

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Qualcuno, nella notte di sabato 12 dicembre, ha pensato bene di trasformare la vetrina dell'istituto esprimendo tutta la propria rabbia anche attraverso alcuni grandi adesivi posti proprio sul vetro blindato della porta d'ingresso. "Banca assassina" uno degli slogan ben in evidenza.

La protesta, d'altra parte, nell'Empolese-Valdelsa è partita immediatamente dopo la notizia del decreto che di fatto ha salvato l'istituto ma bruciando in una notte i soldi anche dei piccoli risparmiatori. Emblematico il caso di un'altra frazione del Comune di Vinci, Vitolini, dove Banca Etruria era sostanzialmente l'unico istituto presente sul territorio. Sempre da viale Togliatti, poi, era partito uno dei pullman che domenica 6 dicembre aveva portato i clienti della zona, insieme a tanti altri provenienti da tutta Italia, fino a Montecitorio.

In precedenza gli stessi risparmiatori dell'Empolese avevano chiesto e ottenuto un incontro con l'onorevole Dario Parrini, segretario regionale del Pd ed ex sindaco di Vinci, per chiedere giustizia. Ora questo nuova protesta. Che, anche alla luce dell'annunciato piano di salvataggio per i risparmiatori, potrebbe non essere l'ultima.

PER APPROFONDIRE

L'azione è stato poi rivendicata da Casaggi Empoli e Gioventù Nazionale con un comunicato.  “Questa notte i nostri militanti di Casaggì Empoli e di Gioventù nazionale, hanno simbolicamente sigillato gli ingressi delle filiali di Banca Etruria con del nastro da scena del crimine schierandosi dalla parte dei risparmiatori letteralmente truffati dalla banca e non tutelati dalle istituzioni - afferma, in una nota, il centro sociale di destra - quello che è successo in questi giorni, è sconcertante: i vertici di Banca Etruria hanno regalato 108 milioni in prestiti mai restituiti e a pagare sono stati i soliti deboli, quei piccoli risparmiatori che hanno sempre portato con sacrificio e sudore liquidità alla banca. Il Governo invece di tutelarli ha ben pensato di peggiorare la situazione varando un decreto discusso in non più di venti minuti, con il quale ha voluto creare una forma particolare di salvataggio. Un bail-out radicale, mai introdotto prima. Banca Etruria, nascondendosi dietro le dichiarazioni di voler difendere e sviluppare il territorio toscano, ha sempre e solo favorito gli amici e gli interessi di pochi a scapito dei soci minori; molte famiglie sono finite sul lastrico, hanno perso i risparmi di una vita; si tratta di pensionati, operai, impiegati, ma anche giovanissimi che avevano creduto nelle offerte della banca".

IL COMMENTO: NON SI CAMPA SOTTO LA BANCA

“I soliti pensionati e giovani che il governo Renzi cerca di comprare in ogni campagna elettorale ieri con gli 80 euro e oggi con i 500 - prosegue il comunicato - queste persone meritano rispetto, e non l’elemosina di uno dei Governi peggiori della storia italiana; non tutelando i loro risparmi hanno tolto la dignità alle persone e siamo vicini alla famiglia del pensionato laziale che si è tolto la vita dalla disperazione”.

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