In cento all’Inps contro i tagli ai patronati
Presidio di Cgil, Cisl e Uil per salvaguardare i servizi di assistenza fiscale e della previdenza
EMPOLI. Si è tenuto ieri mattina di fronte alla sede dell’Inps di Empoli in via Amendola il presidio di Cgil, Cisl e Uil contro i tagli a patronati e Caf inseriti nella Legge di stabilità.
Un centinaio sono state le persone hanno manifestato con bandiere e striscioni per richiamare l’attenzione su un tema che interessa decine e decine di migliaia di persone nell’Empolese Valdelsa. A rischio infatti sono i servizi di assistenza fiscale e della previdenza. Secondo le stime dei sindacati, infatti, solo nei loro patronati ogni anno vengono svolte oltre 30mila pratiche, mentre i Caf assistono 50-60mila contribuenti per le principali incombenze come dichiarazioni dei redditi e Isee. «La mobilitazione continuerà a tutti i livelli territoriali fino a quando non avremo riscontri sulla legge di stabilità (che verrà approvata la prossima settimana, ndc) - spiega Paolo Grasso, responsabile Inca Cgil – al presidio era presente un centinaio di persone che hanno voluto ribadire la loro contrarietà ad un taglio che colpisce in primis le fasce deboli della popolazione, ma che avrà ricadute su tutti i lavoratori».
« Tanto è vero - continua il responsabile Paolo Grasso - che ogni dipendente versa per finanziare i servizi svolti da patronati e centri di assistenza fiscale una quota del proprio stipendio. Se questi servizi venissero privatizzati, ed è proprio questo il disegno che sta dietro i tagli del governo, il lavoratore dovrebbe pagare due volte per avere assistenza previdenziale e fiscale».
E aggiunge: « I disagi sarebbero anche per Inps e Inail che sono sotto organico e non sarebbero in grado di far fronte alle richieste se i nostri enti chiudessero». Al presidio erano presenti molti giovani, decine di ragazzi che ogni anno vengono assunti come stagionali nei Caf a ridosso delle scadenze fiscali. Inoltre, c’erano tutti gli operatori dei patronati e molti pensionati, che poi sono coloro che risentiranno dei tagli in prima battuta.
«Il governo alle parti sociali ha risposto che la soluzione sarebbe quella di far pagare gli utenti per svolgere le pratiche – prosegue Grasso – ma noi siamo contrari a questa misura perché pregiudica l’obiettivo stesso per cui sono nati patronati e centri di assistenza, che poi è salvaguardare il principio di solidarietà e di gratuità dei servizi per le fasce più deboli. Dove andranno pensionati e lavoratori se hanno bisogno di assistenza? Si dovranno affidare a conoscenti per farsi fare la dichiarazione dei redditi oppure compilarla in proprio con il rischio di commettere errori e incorrere in sanzioni».
Marco Pagli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
