Gioco
Nuovo colpo per la banda delle pelli, furto da 50.000 euro a Fucecchio
Ladri in azione nella notte, mettono ko il cancello e una porta alla Nibbio. Poi fuggono dalla zona industriale a bordo di un furgone con quattro bancali di merce
FUCECCHIO. Ennesimo furto di pellame nel comprensorio del cuoio, stavolta a Fucecchio: colpita la Nibbio Pellami di via Campania nella zona industriale di Ponte a Cappiano. Tra la serata di lunedì e la mattina di martedì i malviventi si sono introdotti nel capannone e hanno rubato quattro bancali di pelli di vario tipo, per un bottino che si aggira – in base ad una prima stima – attorno ai 50.000 euro. I ladri hanno prima forzato il cancello esterno e dopo una porta di accesso, impossessandosi della merce prima citata, fuggendo quasi certamente un furgone.
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Sulla vicenda indagano i carabinieri di compagnia di Empoli e non si esclude che si tratti di un altro furto su commissione, anche se la pelle rubata non è la celeberrima wet blue, ultimamente al centro di scandali e furti a ripetizione. I proprietari, che si sono accorti del furto martedì, hanno sporto denuncia.
Possono essere due i “moventi” dietro questi furti: o si tratta proprio di un’azione su commissione, per cui i ladri individuano una determinata quantità di merce e poi la rubano; oppure chi ruba lo fa per “accumulare” pelle da vendere poi in stock in grandi quantità, dato che la richiesta c’è e si fa presto a trovare acquirenti disposti a comprare la refurtiva. Gli inquirenti, comunque, al momento non escludono né la prima né la seconda ipotesi.
Soltanto un mese fa, infatti, in un magazzino di Fucecchio erano stati ritrovati 50.000 euro di pelli wet blue, rubati pochi giorni prima nella conceria Pegaso del gruppo Alba a Ponte a Cappiano, quindi a poche centinaia di metri di distanza. I carabinieri di Fucecchio, nel giro di due settimane, riuscirono a trovate le circa 800 pelli rubate e poi sistemate – forse in attesa di essere rivendute – in questo magazzino di Fucecchio. In quel caso si trattava di pelli wet blue, il cui nome deriva dall'aspetto, bagnato e di colore azzurro, che i pellami assumono dopo una serie di passaggi (in pratica, col "wet-blue", tipico della concia al cromo, si comincia la fase di caratterizzazione che trasformerà il pellame in articolo di moda, destinato a scarpe, borse e abbigliamento). Oltretutto questo tipo di pellame è stato di recente al centro di un'operazione della guardia di finanza nel Valdarno, che ha permesso di smascherare una truffa al fisco da 100 milioni di euro, con 34 imprenditori indagati per evasione fiscale. Ma la wet-Blue non è l'unica a ingolosire ladri e trafficanti. Negli ultimi mesi si sono verificati moltissimi furti di pellami vari, nelle aziende di Fucecchio ma anche di Ponte a Egola e Santa Croce sull'Arno, per un bottino complessivo di parecchie centinaia di migliaia di euro.
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