Sicurezza
Terme simili a Caracalla sorprese alla villa romana
Parte una nuova campagna di scavi a S. Antonio: ampliata la zona d’indagine Sono stati trovati mosaici e nuove strutture in muratura, raccolti i reperti
CERTALDO. Il sito archeologico della villa romana di Sant'Antonio a Montaione si prepara per un nuovo scavo che avverrà nel 2016. E inizia a riservare sorprese. L’amministrazione comunale ha stanziato oltre ottomila euro grazie a un accordo fra Soprintendenza e associazione Archeologica della Valdelsa per il prossimo anno con un preciso obiettivo: ampliare l'area di indagine, andando ad individuare i perimetri degli edifici e continuare la perlustrazione nella direzione sud, dove sono visibili resti di altre porzioni di muratura.
Lo scavo ad oggi ha fatto emergere un complesso termale annesso alla villa, i cui resti sono nascosti nella vegetazione. Allo stesso tempo «occorre completare - spiega una nota della Soprintendenza sotto la guida della dottoressa Barbara Arbeid - il restauro del piano pavimentale con lo scopo di evitare danneggiamenti e restauro delle creste dei muri». I reperti, rinvenuti durante il periodo di scavo, verranno sistemati in uno spazio idoneo dai volontari. I lavori sono coordinati dalla direttrice di scavo Sabrina Bartali, da Elena Funghini e Sonia Turi che predisporranno anche l'inventario. Tutti i volontari che partecipano alle ricerche sono i soci dell'associazione archeologica Valdelsa fiorentina.
L’impegno dell’amministrazione comunale per il prossimo scavo è stato firmato dalla giunta del sindaco Paolo Pomponi poche settimane fa. Si conferma, di conseguenza, l'interesse della comunità montaionese per questo importante sito che giace in un terreno di un privato.
Questa area è stata già menzionata nel 1297 e nel corso della storia è stata persino di alcuni oggetto di scavi clandestini. Uno avvenne certamente nel 1910 perché è stato annotato dall'archivio storico della Soprintendenza. Furono i coloni ad impadronirsi dei reperti che riaffioravano dai terreni e il proprietario, conte Andrea Da Filicaja, di conseguenza fu costretto a chiamare la Soprintendenza.
Solo nel 1965, come si spiega nel pezzo a lato, in seguito a nuovi scavi non autorizzati, il Comune intraprese un percorso con la Soprintendenza a cominciare dal Muraccio dove si trova una cisterna romana. Per Sant'Antonio occorrerà attendere il 2012: in quest’anno venne svolta una indagine preliminare per delimitare l'area attribuibile a vincolo archeologico. Di recente sono emersi molti punti di interesse tra cui spicca una porzione di mosaico pavimentale e una struttura muraria di forma semicircolare, tubuli di riscaldamento che fanno pensare a un impianto termale grazie anche alla presenza del calidarium, la vasca romana. Il mosaico, secondo i primi studi iconografici, porta a una datazione non anteriore alla prima metà del terzo secolo dopo Cristo e presenta analogie con le decorazioni presente alle terme di Caracalla probabilmente di età severiana. Con il nuovo scavo si andrà così a mettere in risalto nuove porzioni e dare maggiori dettagli all'epoca di questo importante sito per Montaione, in una ottica scientifica e turistica.
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