Toscana
Investimento da due milioni per l’impianto di cremazione
Le associazioni di volontariato stanno lavorando a un progetto per realizzare entro pochi mesi un’associazione temporanea di impresa
EMPOLI. Le associazioni stanno predisponendo il progetto per cercare di venire incontro alla crescente richiesta della popolazione: il riferimento va all’ impianto di cremazione che la Misericordia di Empoli, la Croce d’oro di Montespertoli, l’Anpas di Empoli e il consorzio Icaro (Pubblica assistenza e Misericordia di Montelupo) vorrebbero installare sul territorio, che ad oggi ne è sprovvisto. Si parla, approssimativamente, di un investimento attorno ai due milioni di euro. Le associazioni, che vogliono costituirsi in una Ati (associazione temporanea d’impresa), sono ad una fase preliminare del progetto: stanno, in poche parole, valutando dove poter fare l’impianto, come poterlo fare e con quale esborso. Entro fine anno, comunque, dovrebbe pervenire ad un quadro più chiaro, come ha spiegato il governatore dell’Arciconfraternita Pierluigi Ciari:«Ci stiamo lavorando, visto che i dati che questa pratica sta prendendo campo sempre più anche in Italia, sia al Nord che al centro e con percentuali minori nel sud Italia. Qualora ci riuscissimo doteremmo il territorio dell’Empolese di una struttura che ad oggi non c’è, dando risposta ad un’esigenza che negli anni aumenta costantemente».
Ad oggi, infatti, chi sceglie la cremazione deve rivolgersi agli impianti presenti a Grosseto, Firenze o Livorno. Nella zona dove queste associazioni operano, la media di chi sceglie la cremazione tocca il 30%, col trend in costante crescita, soprattutto negli ultimi anni. Contrariamente a quanto si possa pensare, la cremazione non riduce il cadavere in cenere: i resti di tale pratica sono frammenti ossei friabili che, in un secondo momento, vengono sminuzzati fino a formare una cenere che poi, a seconda degli usi, delle consuetudini o delle ultime volontà della persona defunta, vengono custodite in un'urna, sepolte, sparse, o altro. In Italia è praticata in circa il 15% dei casi, anche per l'assenza di strutture attrezzate, presenti solamente in una quarantina di province soprattutto al centronord. Una certa inversione di tendenza è testimoniata dal fatto che nelle due principali metropoli del nord Italia, Torino e Milano, la percentuale supera il 50%.
Negli ultimi decenni la spinta a emanare normative relative alla cremazione si è fatta sempre più decisa. La principale novità del testo è data dal venir meno del divieto di dispersione delle ceneri. È caduto conseguentemente l'obbligo di conservazione nei cimiteri, per tale motivo, ora, le ceneri vengono consegnate direttamente ai familiari. La dispersione potrà essere effettuata in spazi aperti (mare, bosco, montagna, campagna), in aree private, oppure in spazi riservati all'interno dei cimiteri: non potrà avvenire all'interno dei centri urbani. In certe nazioni, invece, si superano percentuali dell’ottanta o del novanta per cento, come in Giappone, Svizzera, Danimarca, Svezia o Taiwan. La legge ha individuato tre modalità per ottenere la cremazione: affidare le proprie volontà al congiunto più prossimo che, al momento del decesso, chiede l'autorizzazione per la cremazione al sindaco del Comune dove è avvenuto il decesso. Se vi sono più congiunti di pari grado questi devono essere tutti d'accordo; lasciare indicazioni precise nelle disposizioni testamentarie; iscriversi a una società per la cremazione che curerà l'esecuzione delle volontà dell'iscritto e la farà valere anche in caso di familiari dissenzienti.
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