Il Tirreno

Empoli

Stop ai turni-fiume rischio caos all’ospedale

di Marco Pagli

L’Asl rinnova sedici contratti a tempo determinato ma i sindacati attaccano: «Subito una riorganizzazione per far fronte ai paletti fissati dalla nuova legge»

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EMPOLI. L'Asl 11 ha rinnovato i contratti di 16 lavoratori a tempo determinato. Un provvedimento chiesto a gran voce dai sindacati, che però dicono non essere sufficiente. Per riuscire a coprire i turni e «garantire una qualità assistenziale decorosa» servirebbe l'assunzione di altrettanti operatori sanitari. Dei sedici contratti rinnovati, dodici riguardano operatori socio sanitari part-time che avranno un incarico per i prossimi dodici mesi, tre sono ostetriche con un incarico trimestrale e un ortottista per sei mesi. In tutto, il costo dell'operazione supera i 250mila euro. I problemi legati al personale, tuttavia, rimangono in gran parte sul tavolo. I sindacati, infatti, denunciano una grave carenza, che sarà appesantita dall'entrata in vigore della legge 161 che recepisce gli indirizzi europei sugli orari di lavoro. «Il rinnovo del contratto per Oss e personale sanitario era il minimo sindacale – spiega Alessandro Giorgetti della Fp Cgil – l'azienda non ha potuto che venire incontro alla nostra richiesta, anche se avremmo preferito che venissero stabilizzati. Adesso attendiamo la proroga del contratto di altre sei figure in ambito assistenziale. Mentre, il presidio ospedaliero avrebbe bisogno di almeno una decina tra infermieri e operatori socio sanitari per riuscire ad aumentare la turnazione e garantire le sostituzioni. Per questo avremo un incontro con l'azienda sul riassetto del personale per adeguarsi alla nuova legge, che pone paletti più stringenti alla possibilità di fare straordinari o di sostituire i colleghi. Per quanto ci riguarda abbiamo già formalizzato al commissario la richiesta di assunzioni e la ribadiremo al prossimo incontro». Sulla stessa lunghezza d'onda il coordinatore del Nursind, Giampaolo Giannoni. «Esistevano fino ad oggi delle grandi criticità che rischiano di diventare enormi con la nuova normativa – afferma – perché, se finora i buchi venivano tappati grazie al senso di responsabilità dei lavoratori, ora non sarà più possibile. Siamo di fronte a carichi di lavoro insostenibili che non possono essere degni di un Paese europeo. Con la riduzione dei posti letto siamo arrivati ad un'occupazione dei posti del 100% e il personale è rimasto lo stesso se non è stato tagliato. Serve la copertura minima per il terzo turno, sia per gli infermieri sia per gli operatori socio sanitari, e allo stesso tempo serve personale per coprire le sostituzioni». Insomma, i sindacati si attendono un piano che riorganizzi il sistema di turnazione e che redistribuisca le risorse umane in maniera più adeguata alla legge. «Il problema, però, è che il Tar ha bloccato le graduatorie aperte – continua Giannoni – e al momento non è possibile fare delle assunzioni in maniera rapida se non rivolgendosi al privato per contratti interinali. Altrimenti bisogna fare un bando, ma occorrono dei mesi. In ogni caso non si può continuare mettendo dei tamponi sulle emergenze».

La legge 161 dello scorso anno recepisce gli indirizzi dell'Unione Europea in merito agli orari di lavoro e dal 25 novembre è entrata in vigore anche nell'Asl 11. Con questa legge il personale deve rispettare un turno di riposo di 11 ore e quindi non potranno più essere assegnati turni di mattina e di notte nella stessa giornata. Non esistono deroghe per le assenze impreviste, né tanto meno per quelle lunghe. Anche la formazione non può intaccare il riposo settimanale, così come le riunioni di reparto o i permessi. Altro obbligo da rispettare è la mezz'ora di pausa per i turni superiori alle 6 ore. In caso di inottemperanze scatta una sanzione a carico del dirigente responsabile fino a 780 euro per ciascuna irregolarità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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