Sicurezza
Banca Etruria, protesta alla sede Pd I risparmiatori incontrano Parrini
La riunione è durata due ore e mezzo. Il segretario: «Porterò le richieste di questi risparmiatori in Parlamento per vedere cosa è possibile fare. Ma su questo non si può fare sciacallaggio»
Le ripercussioni del salvataggio della Banca Etruria continuano a farsi sentire anche nell’Empolese Valdelsa: ieri mattina, nella sede del Pd di via Fabiani, il deputato e segretario regionale democratico Dario Parrini ha incontrato una mezza dozzina di persone che avevano investito i loro risparmi in azioni ed obbligazioni secondarie, che oggi non hanno pressoché nessun valore, perché per il salvataggio dell’istituto e per la nascita della nuova banca sono stati impiegati i soldi di tanti (ex) risparmiatori. Una riunione fiume che è durata dalle 8.30 fino alle 11, col segretario che ha ascoltato le tante rimostranze dei presenti: «Qui sono stati colpiti risparmiatori innocenti che si sono fidati – racconta una donna – tra cui molte persone anziane, che ora hanno perso tutto. Non c’era stato detto che le obbligazioni secondarie prevedessero forti rischi d’investimento. E ora ci ritroviamo senza niente, abbiamo perso i risparmi per i nostri figli, per il nostro futuro». Poco più in là un altro correntista: «Mi auguro l’intervento della magistratura». Infine un’altra risparmiatrice rincara la dose: «Nessuno ci aveva avvertito della “pericolosità” delle obbligazioni, che nel frattempo non hanno più nessun valore, essendo finite nella “bad bank”, quella che ha raccolto le sofferenze e i debiti. Dall’altra parte è nata un’altra banca, con buon capitale e senza debiti mentre noi abbiamo perso tutto».
Parrini, da parte sua, ha promesso che farà quanto possibile in suo potere, facendo sentire la voce di queste persone nelle stanze dei bottoni:« I risparmiatori coinvolti in questa vicenda stanno vivendo un dramma e sicuramente mi farò portavoce delle loro istanze e in Parlamento mi adopererò al massimo per verificare se ci sono margini giuridicamente sostenibili per affrontare il problema di cui sono rimasti vittime. Gli approfondimenti sono in corso. Per ora non ci si può sbilanciare. Dopodiché tutto quel che si può fare in Parlamento sarà fatto ».
Parrini, inoltre, ha puntato il dito anche contro chi attacca il governo per non aver tutelato abbastanza i clienti della banca:« Chi pensa di ricavare un lucro politico speculando cinicamente sulla disperazione di queste persone, e facendo credere loro che ci sono facili soluzioni, pronte e a portata di mano, commette un atto demagogico e ignobile. È sciacallaggio. Col decreto del 22 novembre - continua - sono pur sempre stati messi in sicurezza tutti i depositi dei correntisti e tutte le obbligazioni ordinarie. E tutti i posti di lavoro. Non è una cosa da poco anche se - conclude - non si può sminuire l'angoscia delle decine di migliaia di persone che hanno in mano le obbligazioni subordinate».
Marco Sabia
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