Il Tirreno

Empoli

Maxi presepe di 70 metri per chi soffre

Ecco l’opera di Mauro Mercuri nella galleria delle Contrade dove i negozi sono tutti chiusi

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FUCECCHIO. Un presepe di quasi settanta metri, da dedicare a chi soffre e ha bisogno di speranza: è con questo intento che il pensionato fucecchiesi Mauro Mercuri, che fra pochi giorni – dopo un anno di stop – installerà il suo presepe nella galleria Le Contrade di Fucecchio, dandole così un minimo di vita, visto che i negozi presenti sono tutti chiusi, ad esclusione di una profumeria che resiste. L’inaugurazione è prevista per il cinque dicembre, alla presenza delle autorità locali: poi il presepe andrà a regime dall’otto dicembre fino al sei gennaio. Questi gli orari: feriali dalle 15 alle 19.30; prefestivi e festivi dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.30 (lunedì chiuso); inoltre, per visite fuori orario (scuole, gruppi ecc…) basterà contattare Mercuri al numero 3393464825. Il presepe dell’ex operario calzaturiero è creato insieme a tutta la famiglia: la moglie Rina e i figli Claudio, Lara e Monica, tutti coinvolti in quest’opera estremamente minuziosa. Mercuri ci lavora da mesi:«Lo faccio innanzitutto per i miei figli, perché loro lo desiderano. E poi per tutti gli altri, per dare una speranza. Per il cambiamento dello scenario di quest’anno proporrò alcune novità, che qui non svelo e che spero intrighino potenziali visitatori». Un presepe che conta oltre duecento personaggi sparsi in 70 metri quadri di fiumi, vallate e antiche case. Un paesaggio mediorientale in miniatura, animato da centinaia di movimenti: dal pastore che richiama il gregge al soldato romano che apre le mura della città. Una visione d'insieme (se ci si riesce), con una musica in sottofondo per creare l'atmosfera natalizia, che lascia a bocca aperta; un’opera notevole, creata per descrivere la notte che vive la nascita di Gesù. Una opera d'arte che ogni Natale attrae decine di visitatori, dai bambini agli adulti, dai credenti ai non credenti. Mauro lo realizza da vent'anni e lo ha esposto in giro per il comprensorio del Cuoio, anche alla Casa del Popolo di San Miniato, con la benedizione dell'allora vescovo della diocesi Fausto Tardelli. Ogni personaggio, creato a mano così come gli oggetti, le piante e gli alberi, prende vita grazie a un preciso sistema di collegamenti elettrici. In pratica, ogni movimento è autonomo e originale. E non potrà che far bene alla galleria Le Contrade, che da quando è nata non è mai riuscita a sbocciare definitivamente, coi negozi che pian piano hanno chiuso tutti (o quasi). Ora per un mese quest'area (di proprietà di Unicoop) tornerà ad essere un po' più viva, invece di fungere soltanto da scorciatoia per collegare piazza Montanelli a piazza XX Settembre.

(m.s.)

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