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Dimissioni in casa Pd, lascia Torrigiani

Dimissioni in casa Pd, lascia Torrigiani

Non sarà più referente di Avviso pubblico: «Il mio Comune non agisce contro il gioco d’azzardo»

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EMPOLI. Scoppia la polemica in casa Pd. Filippo Torrigiani lascia il ruolo di referente per Empoli di Avviso publico che gli era stato conferito dal sindaco Brenda Barnini. Una decisione che ha preso dopo che, come spiega lui stesso «la giunta non ha modificato il regolamento sul suolo pubblico. A settembre il consiglio comunale si è espresso all’unanimità per non concedere il suolo pubblico ai locali che hanno slot machine. La giunta aveva promesso che avrebbe modificato a questo proposito il regolamento della Cosap entro il 30 settembre. Ma non abbiamo visto niente e da qui è scaturita la mia decisione». «Tra l’altro - va avanti Torrigiani - la questione assume un aspetto più grave considerando che in Empoli c’è un’attività che paga un canone di concessione al Comune e che ha al suo interno delle macchinette».

Torrigiani ha spiegato che, in queste condizioni, non può continuare a rappresentare il suo Comune che «mostra di non fare abbastanza sul gioco d’azzardo». E che comunque continuerà nel suo ruolo di consigliere comunale del Pd e a lavorare nell’associazione Avviso pubblico a livello nazionale come referente del gruppo sul gioco d’azzardo.

Torrigiani fornisce anche dei numeri per mostrare che il fenomeno è in costante aumento. Secondo gli ultimi dati in suo possesso nell’Empolese Valdelsa venivano giocati 480mila euro al giorno. «In Italia ogni secondo 60 persone tentano la fortuna con un “Gratta e vinci” - va avanti il consigliere comunale del Pd - Sono, infatti, circa 2 miliardi le cosiddette 'lotterie istantanee' giocate ogni anno, con una spesa di 9 miliardi e 500 milioni, 158 euro per ogni italiano, bimbi compresi. Mentre lo Stato incassa, sempre all’anno, poco meno di 1 miliardo e 500 milioni. Cifre spaventose e preoccupanti riferite dal viceministro all’economia, Enrico Morando nella risposta all’interrogazione urgente in commissione finanze della Camera di Giovanni Paglia di Sel. Dati in leggero calo negli ultimi tre anni ma che comunque confermano l’invasività di questo tipo di azzardo, diffusissimo soprattutto tra le persone anziane e le donne. Ma che risulta il più 'popolare' anche tra i giovani. Malgrado l’azzardo - e i 'gratta e vinci' lo sono - sia vietato ai minorenni, ben il 38% ci ha giocato almeno una volta, come riporta una recente ricerca di Nomisma e dell’Università di Bologna».

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