Sicurezza
Semplificare? A Galleno tutto è doppio
Tra due Comuni e tre province si vive con disagi leggi diverse e documenti diversi da presentare
FUCECCHIO. Il tema della fusione dei Comuni fa indubbiamente molto discutere, in primis perchè va a scontrarsi con le singole identità dei territori: c'è una zona dell'Empolese Valdelsa, tuttavia, che vedrebbe di buon occhio l'eventuale nascita del Comune unico della riva destra dell'Arno con Fucecchio, Santa Croce sull'Arno e Castelfranco di Sotto. Si tratta della frazione Galleno, che è divisa fra tre Comuni - quelli appena citati - e due province, la fiorentina e la pisana; questo inevitabilmente influisce sulla routine di tutti i giorni degli abitanti e di chi ci lavora, perchè spesso può succedere di dover produrre - ad esempio - doppie documentazioni, specie per chi sta nelle zone di confine fra un Comune e l'altro. Basti vedere la strada principale che attraversa la frazione: sul lato sinistro è via Romana Lucchese (Fucecchio), su quello destro è via Valdinievole (Castelfranco di Sotto), col risultato che tra dirimpettai ci sono regolamenti diversi, come accaduto quando Fucecchio decise di passare alla raccolta porta a porta della spazzatura mentre Castelfranco ancora rimaneva coi classici cassonetti. In passato in questa frazione delle Cerbaie si era discusso di passare tutti sotto l'egida fucecchiese ma la parte santacrocese si rifiutò. E così rimase tutto uguale, con tre Comuni e due province in pochi chilometri. La situazione, però, potrebbe conoscere inaspettate evoluzioni nel breve-medio periodo e i gallenesi sembrano favorevoli, se non altro per il fatto di avere un unico punto di riferimento istituzionale uguale per tutti: «Nonostante Fucecchio e Castelfranco si aiutino - spiega Vittoria Pellegrini, che a Galleno gestisce un bar - è chiaro che un'eventuale fusione potrebbe snellire la parte burocratica, evitandoci di fare le stesse cose due volte. Poi qui nessuno si sente di Fucecchio o di Castelfranco, ci sentiamo gallenesi e basta, non c'è quell'identità "comunale" che contraddistingue i centri cittadini, questa è una zona a sé. E poi c'è la Francigena che unisce questi tre Comuni, i presupposti ci sono». Poco più in là c'è Alessandro Boldrini, che con poche parole liquida la questione:«Sarebbe l'ora, c'è gente che ha l'orto a Pisa e la casa a Firenze, sono situazioni paradossali». L'importante è che una futura fusione non porti meno servizi, bensì il contrario:«Non ci cambia la vita - sottolinea il parrucchiere Gaetano Guddemi - però si può fare, soprattutto per avere servizi migliori e condivisi». Il riferimento va al distretto Asl, inaugurato non troppo tempo fa e sul cui destino i gallenesi sono preoccupati:«C'è una raccolta di firme in corso - confermano le farmaciste Anna Bertagni e Francesca Buonaguidi - perché il distretto per noi è molto importante, soprattutto per le persone anziane. Se sparisse sarebbe un problema. La fusione può anche arrivare ma se lo deve fare che serva per accrescere i servizi di cui usufruiamo, non il contrario».
Perché questa divisione crea problemi paradossali, come spiega il fotografo Sandro Fabiani:«Stessa strada, due nomi diversi: chi arriva da fuori ha problemi a trovarci, tutto diventa più complicato, anche per le commissioni di ogni giorno». Galleno, pur essendo lontana dal centro cittadino di tutti i Comuni a cui appartiene, è discretamente dotata di servizi: c'è il distretto Asl, la farmacia, l'ufficio postale e vi ricevono a turno - da alcuni mesi a questa parte - il sindaco e gli assessori; a mancare è un presidio di una associazione di volontariato, magari con una singola macchina attrezzata. Il problema più grosso è rappresentato dalla piaga della prostituzione, ormai endemica e difficilmente debellabile, nonostante le plurime ordinanze. Il progetto stilato dall’Irpet (Istituto regionale per lo sviluppo economico della Toscana) prevede di inserire Fucecchio in un macro Comune del Cuoio da 100.000 abitanti con San Miniato, Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull’Arno, Santa Maria a Monte e Montopoli. Il sindaco Spinelli, invece, vorrebbe dare vita alla fusione “solo” con Castelfranco e Santa Croce sull’Arno, unendo i Comuni della riva destra dell’Arno. Primo cittadino che potrebbe trovare degli “inaspettati” alleati fra i gallenesi, dove la divisione fra tre Comuni e due province non ha portato certamente benefici, nonostante le stesse amministrazioni collaborino molto di più rispetto al passato.
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