Sicurezza
Chiesta l’archiviazione per l’ex direttore Asl
Porfido indagato per peculato si difende: «L’auto blu usata solo per impegni istituzionali». Ora deciderà il giudice
EMPOLI. Il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione per il procedimento penale aperto nei confronti di Eugenio Porfido, 59 anni, manager pubblico, ex direttore dell’Asl 6, oggi vice commissario della stessa azienda ospedaliera livornese.Porfido, bergamasco di origini ma dal 2008 in Toscana, era stato iscritto nel registro degli indagati alla fine dell’estate con l’accusa di peculato, in particolare per un presunto uso illecito dell’auto blu messa a sua disposizione dalla Regione Toscana.
A sgonfiare le accuse arrivate a Livorno in via Falcone e Borsellino attraverso una denuncia anonima, gli accertamenti della sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri e l’interrogatorio davanti al sostituto procuratore Daniele Rosa a cui si è sottoposto il manager lo scorso 2 di novembre. In quella circostanza, Porfido - come ha spiegato anche il suo legale, l’avvocato Stefano Del Corso - avrebbe replicato a tutte le accuse che gli venivano fatte e soprattutto ha portato le prove dell’estraneità alle contestazioni.
Secondo la denuncia arrivata in procura, l’ex direttore dell’Asl 6 aveva usato l’auto di servizio non solo per spostamenti legati ad impegni istituzionali, ma anche per esigenze private e personali che con la sanità non avevano niente a che vedere. È consegnando al pubblico ministero, durante l’interrogatorio, una sorta di diario di bordo dell’auto nel quale erano stati appuntati gli spostamenti e confrontando questi con gli impegni istituzionali, che il sostituto procuratore Daniele Rosa, titolare del fascicolo, si sarebbe convinto della estraneità di Porfido all’accusa di peculato.
Adesso il fascicolo che riguarda il vice commissario dell’area vasta, in passato anche direttore dell’Asl 11 di Empoli, è già stato trasmesso dalla Procura al fascicolo del giudice per le indagini preliminari. Toccherà a quest’ultimo decidere se archiviare definitivamente il procedimento penale oppure inviare di nuovo gli atti alla Procura per effettuare nuovi accertamenti. «È una decisone del pubblico ministero - spiega l’avvocato del Corso - che rispecchia il contenuto dell’interrogatorio, ora aspettiamo l’archiviazione definitiva». Difficile, per il momento, fare delle previsioni sui tempi in cui arriverà la decisione. Certo è che a favore dell’ex direttore dell’Asl 6 c’è un fattore non trascurabile: chi ha fatto la denuncia anonima quasi certamente non farà richiesta di opposizione all’archiviazione del pubblico ministero.
Il rischio, infatti, è che se venisse allo scoperto e magari vedesse anche la sua richiesta di non chiudere l’indagine respinta, potrebbe trovarsi a sua volta indagato per calunnia.Un paradosso giuridico nemmeno tanto raro per chi presenta una denuncia in Procura.
Federico Lazzotti
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