Toscana
Ex fabbriche di Empoli trasformate in covi di disperati
Case abusive nelle industrie abbandonate. Viaggio tra degrado, vandalismi, emarginazione e pericoli nei vecchi siti industriali dopo il rogo nella vecchia Rosselli di Pontorme
EMPOLI. Un tempo erano fabbriche e industrie che davano lavoro a centinaia di persone e facevano fiorire l’economia di Empoli. Oggi invece sono fabbriche di degrado, sono rifugio per sbandati e ladri, discariche di rifiuti e carcasse di ferro e cemento pronte a crollare da un momento all’altro. Anni di promesse, di progetti di riqualificazione e invece eccoli ancora lì, veri e propri “mostri” a due passi dal centro città. Il rogo di domenica sera alla ex Rosselli ha riportato alla luce l’annosa questione di questi giganti abbandonati. Migliaia di metri quadri di capannoni che giacciono inermi e diventano luoghi di degrado. Dalla ex Vitrum, a due passi da Piazza della Vittoria, alla Montevivo di via di Pratignone. E poi la Murero di Corniola e la ex Sve a Santa Maria. Luoghi che senzatetto e sbandati hanno trasformato nella loro pericolosissima casa. Se la ex Rosselli è stata trasformata in un “albergo” abusivo con tanto di area notte, la situazione non cambia nelle altre fabbriche abbandonate della città a partire dalla ex Vitrum. A due passi dal centro, in quello che resta di una storica azienda si può trovare di tutto.
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Le recinzioni sono state divelte e chiunque può facilmente entrare all’interno del complesso. Nonostante la recente bonifica e messa in sicurezza le strutture che fanno parte del perimetro della vecchia azienda sono pericolanti e quasi quotidianamente cadono calcinacci sul marciapiede. Basta poi sbirciare all’interno delle finestre aperte per rimanere a bocca aperta. All’interno della struttura (che potrebbe crollare da un momento all’altro) è stato ricreato un vero e proprio appartamento con tanto di letti, coperte e di tenda per separare la zona notte da quella dove vengono fatti i bisogni. Nel piazzale invece ecco che continuano ad essere gettati in continuazione rifiuti, ma soprattutto, a due passi dal muro della fabbrica che affaccia su via Tripoli, sono ammassati una serie di sacchetti che contengono l’amianto estratto durante la bonifica.
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Basta fare qualche centinaia di metri a piedi e, superata la ferrovia, ecco che ci si trova di fronte un altro mostro la ex Montevivo. Anche qui le recinzioni sembrano non esistere, si può entrare senza il minimo sforzo e i cartelli “area videosorvegliata” non sembrano aver scoraggiato coloro che all’interno della fabbrica hanno deciso di costruire la loro casa. A prima vista sembra quasi un posto magico, la terra è colorata di rosso, arancione e viola, ma si tratta in realtà dei colori di tutte quelle sostanze chimiche utilizzate per la lavorazione, che hanno impregnato il terreno. Molti degli edifici sono crollati o sono stati buttati giù ma il grosso della struttura resta ancora in piedi. Anche qui un piccolo casottino che si affaccia sul grande piazzale è stato trasformato in abitazione. Fuori c’è anche una veranda rudimentale con tanto di sdraio. I lucchetti alle porte sono stati rotti e sostituiti con altri nuovi. Chi ha trovato questo rifugio non vuole farselo portare via. All’esterno ci sono valanghe di vestiti, probabilmente rubati dai cassonetti della Caritas, che vengono utilizzati anche per tappare le finestre aperte della piccola casa in mattoni. In modo che d’inverno non possa entrare il freddo.
Pochi metri più avanti invece c’è quella che potremmo ribattezzare “area lavoro”. Qui infatti vengono portati i fili di rame rubati e per essere lavorati. Viene tolta la plastica e poi la materia prima pura viene raccolta e venduta per qualche euro. E poi sotto un grande capannone i resti di falò e fuochi accesi per scaldarsi la notte.
La vecchia Murero a Corniola invece è un po’ più giovane delle altre fabbriche ma anche qui le visite non mancano. L’interno è pieno di materiale rubato e abbandonato: paraurti di auto, bici, pezzi di motore, che si mischiano ai cammei abbandonati, scarti della vecchia produzione. L’interno della fabbrica è stato trasformato in discarica, con rifiuti abbandonati ovunque, e poi non mancano i vandali che hanno fatto saltare porte e finestre con i petardi o che hanno imbrattato tutto aprendo gli estintori. Da un capo all’altro della città la situazione non cambia. Ed ecco la ex Sve che da vetreria si è trasformata in rudere, in mano a vandali e senza fissa dimora. Soprattutto di notte si segnala un continuo via vai di persone, che la utilizzano come punto d'incontro per i loro traffici loschi. Anche qui il “mostro” abbandonato viene visto come un’ancora di salvezza, che potrebbe però presto trasformarsi per in una trappola mortale.
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