Sicurezza
Lotti rottama i piccoli Comuni «È il momento delle fusioni»
Il sottosegretario alla festa Pd di Montelupo: «Quelli sotto i 15.000 abitanti dovrebbero unirsi ma decidono i cittadini». Sull’Opg: «Pensiamo a cosa fare quando le mura saranno abbattute»
MONTELUPO. C'è anche il placet del numero due di palazzo Chigi Luca Lotti alla fusione dei Comuni, tema che in questi giorni sta facendo discutere la politica locale e non solo. Dal Comune unico della Valdelsa a quello del Cuoio, nei prossimi mesi nell'Empolese Valdelsa potrebbe spirare vento di rivoluzione istituzionale. E Luca Lotti, sottosegretario alla presidenza del consiglio, tornato nella “sua” Montelupo per la festa invernale del Pd, ha parlato a favore delle fusioni fra enti locali. Ecco gli stralci più significativi delle sue parole a margine dell'intervista realizzata dal direttore de L'Unità Erasmo D'Angelis, nei locali della casa del popolo di Fibbiana: «Capisco che in queste zone ci sia forte campanilismo - ha spiegato il sottosegretario - ma quando esperienze e realtà territoriali come quelle dell'Empolese Valdelsa, che hanno Comuni da massimo 15.000 abitanti, si mettono insieme, per me è qualcosa di positivo. Non ha senso vivere realtà di Comuni piccoli che da soli hanno uffici tecnici, uffici del personale, polizia municipale; nel circondario si è già fatto tanto con l'aggregazione di parte di questi servizi. Sono convinto che se questi Comuni si mettono insieme, ovviamente facendo scegliere i cittadini, possa nascere un'esperienza più che positiva». Le parole di Lotti sono chiare e mettono un altro mattone a favore delle fusioni. Ma quanto dovrà essere grande un eventuale nuovo Comune unico, che sia della Valdelsa, dell’Empolese o del Cuoio? Lotti propone due opzioni: «Con Comuni da 50-60.000 abitanti, oppure da 100.000 si creano aree più o meno omogenee e simili si creano dei benefici. La decisione spetta ai cittadini». Lotti, da montelupino doc, ha poi speso alcune parole sul futuro dell'ospedale psichiatrico: «Siamo vicini sempre più alla meta, la gestione commissariale imposta dal governo ha messo la parola fine sulla questione della dismissione. Per me è un problema superato, la sua funzione non sarà più quella. Mi piacerebbe che sul territorio si iniziasse a parlare del dopo, di cosa sarà quando quelle mura che dividono la splendida villa Medicea dalla città saranno abbattute».
Lotti ha ovviamente parlato dell'azione di governo durante l'intervista, rivendicando l'importanza dei risultati ottenuti e prendendosela anche coi rivali e con gli (ex) "amici" usciti dal Pd: «Non siamo fenomeni e non abbiamo fatto tutto giusto, però venti mesi fa siamo usciti fuori per cercare di far ripartire un paese fermo. Oggi la situazione è migliorata, lo dicono i dati. E' un bene, perché in parlamento dobbiamo lottare con opposizioni includenti e buone solo ad urlare come i cinque stelle, che rifiutano ogni proposta a prescindere. Senza contare Salvini, che specula sulla paura; noi perderemmo pure dei voti ma salviamo delle vite. E poi i fuoriusciti Fassina, D'Attorre e Civati, che rappresentano quella parte del Pd che di fronte alle responsabilità scappa. Se sono finiti in minoranza - ha detto - significa che quando guidavano il partito non hanno fatto tutto bene».
L'ultima stoccata l'ha riservata a chi lo ha accusato di essere troppo vicino a Denis Verdini: «Lui non entra nel Pd né in maggioranza ed è giusto così. In Parlamento ci siamo per dialogare e Verdini ha deciso di votare le nostre riforme. E poi ci sarebbe da dire che con lo stesso Verdini un paio di anni fa c'abbiamo fatto un governo e il segretario del Pd era Bersani, non Renzi: era giusto così, visto il momento». Per il ritorno a casa del sottosegretario la sala della casa del popolo era gremita: c'erano il sindaco di Montelupo Paolo Masetti, quello di Vinci Giuseppe Torchia, il collega di Capraia e Limite Alessandro Giunti, il consigliere regionale Enrico Sostegni e l'ex sindaco di Fucecchio Claudio Toni. E, accanto a Lotti, il segretario regionale del Pd, l'onorevole Dario Parrini, oltre al segretario del Pd locale Andrea Marretti, che ha fatto le veci del padrone di casa dinanzi ad almeno cento persone.
Marco Sabia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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