La protesta
Serve l’ok dei consigli poi l’iter si conclude nel giro di 5-6 mesi
L’iter delle fusioni tra Comuni è ormai rodato, visto che già tante piccole realtà toscane hanno seguito questa strada, che in alcuni casi ha portato al “matrimonio” e in altri no. La macchina si...
L’iter delle fusioni tra Comuni è ormai rodato, visto che già tante piccole realtà toscane hanno seguito questa strada, che in alcuni casi ha portato al “matrimonio” e in altri no.
La macchina si mette in moto dopo il via libera dei rispettivi consigli comunali. A quel punto i due sindaci si rivolgono al presidente della Regione ed entro un paio di settimane la giunta
approva la proposta di legge di fusione, che nel giro di una ventina di giorni arriva sui tavoli della commissione. Una volta completato anche questo passaggio viene indetto il referendum, con i cittadini dei comuni interessati dal progetto di riorganizzazione istituzionale
che sono chiamati ad esprimersi. Il referendum è consultivo e quindi
teoricamente non vincolante per la Regione, con
quest’ultima che però ha sempre deliberato sulla base della volontà popolare. Una serie di passaggi che, complessivamente, richiedono circa cinque mesi, sei al massimo, ma bisogna anche considerare che l’anno prossimo ci saranno le elezioni regionali e questo potrebbe portare (eventualmente) un leggero rallentamento dell’operazione.
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