Il Tirreno

Empoli

Malore a 15 anni, stop alla partita il giudice stanga le due squadre

di Francesco Turchi
Malore a 15 anni, stop alla partita il giudice stanga le due squadre

Crolla a terra in preda alle convulsioni, un avversario lo salva. Ma i baby-calciatori sono sotto choc e decidono di non continuare a giocare: puniti con partita persa, penalizzazione e multa

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Crolla a terra durante la partita. Ha le convulsioni. Il panico avvolge il campo sportivo. Finché un avversario, quindicenne anche lui, si avvicina e gli estrae la lingua dalla gola. Salvandogli la vita. Nel frattempo viene chiamato il 118, ma per molti, lunghissimi, minuti, il baby-calciatore colpito dal malore resta comunque a bordo campo, supportato e assistito dall’allenatore, ma con difficoltà respiratorie. Poi, finalmente, arriva l’ambulanza, che lo trasporta all’ospedale. Tuttavia a quel punto nessuno ha più voglia di giocare a calcio. Compagni di squadra e avversari sono sotto-choc. I dirigenti sono d’accordo con loro e firmano per interrompere la partita. Pensando di ripeterla in un secondo momento. Ma non sarà così. La scelta, infatti, viene punita dal giudice sportivo, che nell’ultimo comunicato ufficiale ha sciolto la riserva: partita persa, un punto di penalizzazione in classifica e venticinque euro di multa per entrambe le squadre, colpevoli di aver deciso di non portare regolarmente a termine la gara, che può essere sospesa soltanto dall’arbitro.

Campo sportivo di Limite sull’Arno. I padroni di casa sfidano la Virtus Gambassi Terme, in una partita del campionato provinciale Allievi B.

È il 32’ del secondo tempo. Gli ospiti hanno appena segnato il gol del 3-2. Palla al centro. Riprende il gioco e dopo pochi secondi il quindicenne crolla a terra: «Abbiamo vissuto tutti lo stesso incubo - racconta Luciano Lari, dirigente gambassino - anch’io ho due figli e assistere a una scena del genere è stato drammatico. È stato bravo il suo coetaneo a rendersi subito conto della situazione e a tirargli fuori la lingua».

«Dopo alcuni secondi si è ripreso, ma faceva comunque fatica a respirare. Il gioco è rimasto fermo a lungo, in attesa dell’ambulanza. E il ragazzo che era stato colpito dal malore era a bordo campo, sotto gli occhi di tutti».

Quando i soccorritori hanno lasciato l’impianto di Limite per raggiungere l’ospedale San Giuseppe di Empoli, «nessuno se la sentiva di riprendere la partita. Eravamo tutti molto provati, da coloro che erano in campo a noi dirigenti, fino ai genitori in tribuna». Così le due squadre hanno sottoscritto un documento, consegnato all’arbitro, con la decisione di non continuare.

E per questo si sono viste infliggere una stangata: «Tornassi indietro - sottolinea Lari - rifirmerei centro volte quel foglio. Giocare a calcio, in quel momento, non avrebbe avuto senso. Siamo stati male per due giorni, fino a quando non ci hanno tranquillizzato sulle condizioni del ragazzo. Una stangata del genere è ingiusta. Il regolamento è questo, lo sappiamo, e non faremo neanche ricorso. Ma certi episodi vanno anche contestualizzati: un conto sono le regole e un altro i sentimenti. Così sono stati puniti dei quindicenni che non se la sentivano di concludere una partita dopo aver visto una scena del genere».

Il Limite e Capraia, invece, ha presentato ricorso: «Ma non per il risultato, quello lascia il tempo che trova - spiega il dirigente Giuseppe Bonatti - quanto per la mancanza di sensibilità verso coloro che erano in campo, sotto choc. Abbiamo presentato la documentazione che ripercorre tutto l’accaduto, per cercare di far capire al giudice sportivo in quale contesto abbiamo preso una decisione del genere. Vedremo come andrà a finire, ma la cosa più importante è che ora il ragazzo sta meglio».

Tuttavia, anche alla luce di quanto è successo al campo sportivo di Limite sull’Arno, Bonatti fa anche un’altra riflessione: «Credo che la medicina sportiva dovrebbe fare un salto di qualità. Questi episodi, mi riferisco a ragazzi che accusano malori in campo, sono sempre più frequenti nel mondo dello sport. Probabilmente - conclude - la visita per l’idoneità all’attività agonistica dovrebbe essere più approfondita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca