Il dolore
Ex Opera Pia, il Comune a caccia di imprenditori
Al via il processo partecipativo per l’area di 180 ettari, tramonta l’ipotesi-resort L’assessore: «Abbiamo 6 mesi di tempo, puntiamo a dare in gestione i singoli lotti»
FUCECCHIO. I primi sei mesi del prossimo anno potrebbero essere decisivi per il destino dei poderi dell’ex Opera pia di Fucecchio, che il Comune sta cercando di rilanciare da anni. L’amministrazione nel frattempo ha ottenuto il nullaosta dalla Regione per il finanziamento necessario a dare vita al processo partecipativo tramite il quale capire gli indirizzi da scegliere per la rinascita dell’area. Il procedimento è aperto a cittadinanza, associazioni e imprenditori, che potranno manifestare interesse per questo o quel pezzo dell’ex Opera Pia, in quanto è tramontata l’idea di trasformare quest’area in un resort di lusso, come si era tentato di fare con la precedente amministrazione guidata da Claudio Toni.
Ora i bandi verranno fatti singolarmente in base agli undici lotti presenti, dove potrebbero nascere piccole attività imprenditoriali, magari guidate da giovani. A spiegare il progetto è l’assessore all’ambiente Silvia Tarabugi: «L’Opera Pia non deve significare soltanto turismo: stiamo lavorando per capire cosa fare e devono essere i cittadini stessi a darci una mano; agli imprenditori, che volessero investire qua, chiedo di spiegare quali sono le loro intenzioni, in modo tale da decidere insieme come muoverci. Abbiamo sei mesi di tempo per ascoltare tutti, grazie ai soldi che ci darà la Regione per il processo partecipativo: personalmente credo che sia meglio dare in gestione pezzo per pezzo, piuttosto che vendere. Io sono ottimista, ho già notato segnali d’interesse».
Il Comune ha provato per anni a “liberarsi” di questa tenuta immensa (circa 180 ettari, 91 dei quali boschivi, con 11 case coloniche e una villa-fattoria), potenzialmente immenso, lasciato da Carlo Landini Marchiani alla Congregazione di Carità per l'assistenza alle famiglie povere del paese e poi passato tra i possedimenti comunali. Un polmone verde che era stato devastato dal passaggio del tornado del 19 settembre 2014, con centinaia di alberi abbattuti o piegati dalla forza del vento. L’amministrazione comunale ha affidato l’intervento di ripristino a un’impresa forestale, che ha spezzato e portato via la legna.
Il sogno - cullato per anni - di trasformarla in un resort di lusso con il coinvolgimento dei privati, è rimasto tale. E allora si lavora in un’altra direzione, quella del percorso partecipato: il Comune ha chiesto il co-finanziamento (20.000 euro sui 25.000 necessari) alla Regione (che ha dato il via libera, come ha assicurato l’assessore). Recentemente parte dell’area è stata ripulita da un gruppo di migranti ospitati sul territorio fucecchiese. Lavori di mantenimento di un patrimonio .
Marco Sabia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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