Sicurezza
«Abbiamo sentito gli spari» Il terrore di tre amici
I ragazzi fucecchiesi sono passati dal Bataclan poco prima della strage «Abbiamo visto tante persone che fuggivano senza sapere dove andare»
di Marco Sabia
FUCECCHIO
Andare a trovare un amico e trovarsi involontariamente sul palcoscenico della storia mondiale. A Parigi, infatti, ci sono anche tre giovani ragazzi di Fucecchio: Pietro Maltinti, Eugenio Cocchini e Luca Notarfrancesco. I primi due erano andati a trovare il compagno e amico di una vita, che si trova nella capitale francese nell’ambito del progetto interuniversitario Erasmus.Una mini vacanza che ha rischiato di trasformarsi in tragedia per questi tre ventiduenni. Erano arrivati venerdì mattina: nemmeno il tempo di posare le valigie e iniziare a visitare la splendida città della Torre Eiffel che i terroristi sono entrati in azione, non lontani da questi tre ragazzi ora visibilmente scossi, perché tutto si sarebbero aspettati tranne che trovarsi in una situazione così drammatica, seppur siano fortunatamente illesi e non abbiano avuto contatti con la zona più colpita, quella del teatro dove sono stati uccise decine e decine di persone a sangue freddo. È Maltinti a raccontare quegli attimi di terrore: «Nel pomeriggio eravamo proprio in zona Bataclan a far merenda mentre alla sera eravamo usciti quando dopo circa mezzora abbiamo iniziato a vedere passare ambulanze in continuazione. Sul momento non ci abbiamo fatto caso, perché comunque in una metropoli può succedere, non è una novità che ci sia parecchio movimento».
«Abbiamo continuato il nostro giro tra le strade di Parigi finché il fratello di Luca che era davanti alla tv ci ha telefonato e ci ha avvertito su ciò che stava accadendo attorno a noi - spiega - Eravamo a dieci minuti di cammino dal teatro e ci siamo diretti di corsa a casa, cercando di passare il più lontano possibile dal teatro dov’è avvenuta la strage. Non è stato facile tornare a casa e poco prima di rientrare in appartamento abbiamo sentito fucilate ed esplosioni non lontane da noi. Questo ci rimarrà dentro per sempre».
« Poi ci siamo barricati nell’appartamento e sinceramente non so quando potremo rientrare in Italia, dipende da cosa verrà fatto alle frontiere - va avanti il giovane fucecchiese - Ci dobbiamo ancora riprendere, è stato un delirio continuo di persone impaurite che scappavano senza sapere dove andare. Non ce lo scorderemo mai».
Soltanto nel tardo pomeriggio di ieri i tre sono riusciti a lasciare l’abitazione per recarsi in place de la Republique, dove nelle ore successive alla strage era nata una manifestazione spontanea di tanti francesi e non solo, insieme col cartello “Not Afraid”, non siamo impauriti.
I tre ragazzi, al momento, stanno frequentando l’università o si sono appena laureati, come nel caso di Maltinti. Ancora, comunque, non sanno quando potranno rientrare a Fucecchio.
Hanno rassicurato le loro famiglie telefonando a casa e contattando gli amici tramite i social network, come hanno fatto decine di migliaia di persone che si trovavano a Parigi in quegli istanti drammatici.
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