Sicurezza
Ladri, abusivi e drogati: il centro di Empoli è una zona franca
Nuovo blitz accanto al palazzo delle esposizioni, spaccate e ripulite otto macchine. Intanto gli ambulanti si moltiplicano e il Mariambini è “il parco delle siringhe”
EMPOLI. Un altro tappeto di vetri in frantumi. Nell’indifferenza generale. Le forze dell’ordine sono sotto organico, il Comune non può spendere per le telecamere a causa del patto di stabilità e via dicendo. Tutto vero e comprensibile. Ma intanto i ladri ringraziano e continuano a fare ciò che vogliono nel parcheggio del palazzo delle esposizioni. E le auto spaccate e ripulite ormai non si contano più: 8 (otto) soltanto nell’ultimo raid, dell’altra sera. Il copione è sempre lo stesso. Spaccano il vetro e rubano tutto ciò che trovano. Stavolta è sparita addirittura anche una tuta da ginnastica. Insomma, guai dimenticarsi un qualsiasi oggetto all’interno dell’abitacolo. L’aspetto preoccupante è che passano le settimane, si moltiplicano le denunce e la situazione non cambia. Anzi, peggiora. Tutto questo nel parcheggio di riferimento (400 posti gratis) per il centro. Che di notte è il regno dei ladri, e di giorni è in mano a un nutrito gruppo di parcheggiatori abusivi a caccia (talvolta in maniera troppo insistente) di spiccioli.
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Se fare i controlli di notte diventa difficile, vista la vastità del territorio e la scarsità di forze dell’ordine, la situazione potrebbe (e dovrebbe) essere un po’ diversa durante il giorno, quando sono in servizio anche gli agenti della polizia municipale.
Ieri mattina tra il parcheggio del palazzo delle esposizioni e quello di piazza Guerra, se ne contavano almeno 8 di abusivi. Che diventavano dodici allargando il raggio di qualche centinaia di metri, con lavavetri-venditori che “piantonavano” i due semafori sulla Tosco Romagnola. Probabilmente per far rispettare le regole ed eliminare il fenomeno non sarebbe necessaria una task-force, ma basterebbe la volontà politica di risolvere il problema, con conseguenti passaggi a ripetizione degli agenti.
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Anche per stroncare la sensazione che nel cuore della città ci siano delle “zone franche”, dove l’abusivismo viene tollerato. E dei “ghetti” dove si sa - per esempio - che i tossicodipendenti vanno a bucarsi, ma non si interviene. Che è un po’ quello che accade al Parco Mariambini, già oggetto più volte di nostri servizi anche nelle scorse settimane.
Ebbene, basta addentrarsi un po’ oltre il prato e raggiungere l’area opposta rispetto all’ingresso di via Bisarnella, per ritrovarsi immersi in un mare di siringhe: per terra, conficcate nelle piante, in mezzo ai rifiuti di ogni tipo (calzini, mutande e assorbenti compresi).
Almeno cinquanta, proprio sotto alle case, in una sorta di rifugio, protetto da muretti e vegetazione. Un’area pubblica in mano a pochi tossici, che per “creare l’atmosfera” spaccano le luci ogni volta che il Comune le ripara. L’amministrazione ha provato a ridare dignità a tutto il parco, recuperando nella scorsa primavera una porzione di 2.500 metri quadrati per renderla nuovamente fruibile alla cittadinanza. Ma, evidentemente, non basta.
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