Sicurezza
Il picco dei colpi fino a Natale
Il sindacato della polizia Siulp attacca: «La sicurezza non si fa con le statistiche»
EMPOLI. Ma questa dilatazione nei numeri di furti c’è davvero nella nostra zona? Dopo la risposta negativa del prefetto di Firenze Alessio Giuffrida (che anzi nel complesso presentava dei dati con una diminuzione di questi fenomeni), arriva un’opinione diversa da parte del sindacato Siulp.
E’ il segretario provinciale di Firenze Riccardo Ficozzi a parlare. «Non è possibile - spiega il sindacalista - avere dei dati reali perché ormai c’è una sorta di accettazione e di remissione rispetto ai furti che vengono subiti. Non si va più a denunciare la razzia subita. Ma il picco in alto è ormai un fatto noto».
In particolare nell’Empolese Valdelsa il periodo peggiore è quello attuale, tra settembre e il periodo di Natale dove, grazie anche al fatto che diventa buio molto presto, si registra il maggior numero di colpi nelle abitazioni. Sono gruppi o come vengono chiamate “batterie” che arrivano da fuori Italia ma che girano anche nelle varie regione della penisola. E che hanno la capacità di muoversi velocemente. Difficile, poi, orientare le indagini una volta che hanno colpito per la mancanza di uomini e per il fatto che questi gruppi sono molteplici. Dopo Natale questi fenomeni, almeno nella esperienza degli ultimi anni, si allentano. I ladri ripartono con la refurtiva messa insieme.
Ficozzi attacca: «Purtroppo si fanno statistiche continuamente ma questo non vuol dire fare sicurezza». «Soprattutto nella provincia gli abitanti sono più sottoposti a subire questi colpi - spiega ancora - perché in città ci sono più pattuglie, chi decide di fare un colpo deve attraversare la città per prendere un’autostrada. E invece soprattutto nelle frazioni più isolate tutti questi deterrenti non ci sono».
«Il problema - va avanti Ficozzi - è che non si può mettere in atto la prevenzione perché ci vogliono uomini e invece tutti gli anni si continua a perdere personale. In più siamo di fronte a carichi elevati per mantenere l’ordine pubblico con partite di calcio e manifestazioni per cui si tolgono uomini dal territorio. Se il servizio viene svolto di domenica poi l’agente deve fare un giorno di riposo e quindi per due giorni non sarà più sul territorio».
«Nonostante tutti gli sforzi messi in atto - va avanti il segretario - a livello ministeriale non c’è sensibilità rispetto al controllo del territorio». A questo elemento, di distanza dalla politica, Ficozzi aggiunge poi lo sconforto degli agenti quando, dopo aver lavorato con tanti pericoli, si ritrovano subito libere le persone che hanno arrestato pochi giorni prima».
Il malcontento c’è ed è diffuso. «Questo dovrebbe essere la molla per incentivare la prevenzione - spiega ancora il segretario - invece le forze dell’ordine diventano il cuscino sociale dove si scaricano i disagi e le lamentele».
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