Trasporti
Omicidio di Querce, ancora indagini
Il pm ha ottenuto dal giudice una proroga di sei mesi
FUCECCHIO. Il braccialetto elettronico non è pronto e Giacomo Benvenuti, l'operaio conciario di 41 anni accusato di aver massacrato di botte la moglie Marinella Bertozzi nella loro casa a Querce, nell'ottobre 2014, resta in carcere. Nonostante il tribunale del Riesame di Firenze gli abbia concesso gli arresti domiciliari nella casa dei genitori a Santa Croce sull'Arno - come chiedevano i suoi difensori, gli avvocati Antonio Voce e Luca Tafi - l'uomo accusato di omicidio volontario aggravato e maltrattamenti in famiglia non può dunque lasciare Sollicciano, a quasi 9 mesi dal suo arresto. «Non possiamo nascondere il nostro disappunto - commentano i legali di Benvenuti - stiamo valutando quali iniziative prendere». Intanto il pm Sandro Cutrignelli, titolare dell'inchiesta, ha chiesto e ottenuto dal gip Alessandro Moneti una proroga delle indagini di 6 mesi. Il 17 novembre inoltre inizieranno le operazioni peritali del secondo incidente probatorio: uno è stato fatto sulle tracce biologiche rinvenute nella casa, l'altro dovrà accertare le cause della morte della moglie. Sul punto v'è battaglia di perizie tra accusa e difesa: la prima ritiene che l'uomo abbia picchiato la moglie sino ad ucciderla, la seconda che un mix di farmaci ad alto grado di tossicità e alcol, unita a una caduta dall'alto, sia costata la vita a Marinella.
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