Il Tirreno

Empoli

Vandali padroni della piazza «Spaccano e bivaccano, ora basta»

di Francesco Turchi
Vandali padroni della piazza «Spaccano e bivaccano, ora basta»

La rabbia di un esercente che ogni mattina trova rifiuti, decine di bottiglie, ma anche sedie e gazebo rotti «Zona dimenticata da tutti, a cominciare dal Comune: non ci sono telecamere e gli incivili si rifugiano qui»

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EMPOLI. Spaccano, mangiano, bevono. Si drogano. Occupano abusivamente il gazebo del bar Chalet Pineta (nelle ore di chiusura), trasformandolo in una discarica. Così come l’area verde che lo circonda. E ogni mattina, puntualmente, quando Dino Bartolini arriva in piazza Ristori per aprire l’attività e iniziare la giornata di lavoro, deve ripulire lo sporco abbandonato da sconosciuti. Ma ora è stanco. E vuole gridare la sua rabbia: «Questa zona è dimenticata da tutti, a cominciare dal Comune. Hanno messo le telecamere ovunque in centro, qui no. E così questi incivili, per evitare di finire nei guai, vengono qui a fare i loro comodi».

Difficile dargli torto guardando le immagini. Sacchetti, resti di pizze e patatine, lattine, fogli e sacchetti. Tavoli scritti, decine di bottiglie di birra.

Il “panorama” è decisamente disarmante. Eppure siamo in centro. Accanto a piazza Matteotti, lungo la Statale e a pochi metri dalla caserma della guardia di finanza. Una zona molto frequentata di giorno, ma che la notte diventa un rifugio di vandali, che prendono di mira il bar ma che in più occasioni hanno lasciato il segno anche in piazza Matteotti.

Gruppi di giovani «che possono permettersi di fare i padroni, perché tanto la passano liscia». E intanto «io ogni mattina raccolgo bottiglie di whisky e liquori vari, ma anche di birre e di bibite. Guardate come mi hanno ridotto il gazebo: è una vergogna. Il tavolino è completamente ricoperto di scritte fatte con i pennarelli. E io non so davvero più che cosa fare».

Perché in passato Bartolini ha presentato anche degli esposti alle autorità, ma la situazione non è cambiata.

Anzi. Negli ultimi tempi si è fatta insostenibile: «È evidente dalla tracce che trovo per terra che durante la notte qui, in questa pineta, viene anche gente a drogarsi. Possibile che nessuno possa intervenire?».

Dino è un fiume in piena: «Guardate quel gioco per bambini, guardate in che condizioni è ridotto».

È un cavallino che funziona a monete: «Per prendere i due-tre euro che possono esserci in cassa, non so quante volte l’hanno spaccato. Per non parlare degli infissi del mio bar: provano continuamente a entrare. Ebbene, alla luce di tutto questo, chi mi aiuta? Chi è in questo Paese che tutela il cittadino onesto?».

Io devo fare la raccolta differenziata dei rifiuti, altrimenti vengo multato. Ecco, la mattina - tanto per fare un esempio - prima di iniziare a lavorare devo togliere tutto quello schifo e metterlo nei contenitori. Siamo diventati “garzoni” di questa gente, che ogni sera si ritrova qui e fa tutto questo. Basta passare dopo le 23 per farsi un’idea: “occupano” letteralmente la zona, spesso litigano perché sono ubriachi. E fanno tutto il resto. Tutto questo accade in piazza Ristori, non nella periferia più isolata: è veramente una vergogna. E - conclude Bartolini - provo profonda amarezza per il fatto che nessuno si muove per darci una mano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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