Il Tirreno

Empoli

Controlli nelle aziende, 2 su 3 sono irregolari

Controlli nelle aziende, 2 su 3 sono irregolari

Operazione “Lavoro sicuro”: scovati 179 reati nell’area dell’Asl empolese, sigilli a undici ditte

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EMPOLI. Dopo quattordici mesi il progetto "Lavoro Sicuro" lanciato dalla Regione all'indomani del rogo della Teresa moda a Prato tira le prime somme e i risultati fanno ben sperare: perché le aziende cinesi non a posto pagano le multe e si mettono in regola. Lo fanno quasi tutte, anziché scomparire nel buio. Qualcuna si muove anche prima dei controlli. Pagano e parecchio: 3,8 milioni di euro riscossi fino a giugno, che potrebbero diventare sei milioni a dicembre, contro una media che in passato viaggiava attorno a 700 mila euro a semestre per le Asl interessate, ovvero appena un terzo.

Ma le infrazioni si fanno in molti casi anche più lievi. I dormitori un tempo ad esempio costituiti da loculi e stanzette ricavate all'interno dei capannoni sembrano più rari: più spesso oggi si trovano solo lettini e brandine di fianco ai macchinari, che se pur sempre una violazione è una notizia che incoraggia e lascia trasparire che qualcosa forse sta cambiando.

L'occasione per fare il punto sul piano straordinario messo in campo dalla Regione c'è stata ieri con il rinnovo dell'intesa con le Procure a cui la Regione continuerà a garantire alcune decine di giovani del servizio civile e qualche dipendente comandato dalle Asl, come supporto al disbrigo del maggior lavoro che dalle ispezioni potrà derivare.

Da quando a settembre del 2014 i settantaquattro neo ispettori assunti per tre anni dalla Regione nelle Asl di Prato, Firenze, Pistoia ed Empoli hanno iniziato a visitare le aziende ritenute più a rischio, sono state 3.986 le imprese controllate. Poco meno di quattromila imprese su 7.700 censite in tutta l'area vasta metropolitana, una su due a Prato, sono più della metà della torta. Sono il 51,8 per cento. Un giro di boa dunque, con i primi frutti raccolti e conferme al trend emerso nei primi mesi. Anche un grande sforzo, che è stato possibile sostenere con la collaborazione dei Comuni, della polizia municipale, delle forze dell'ordine, della Direzione territoriale del lavoro e di mediatori linguistici e culturali impegnati, otto volte su dieci, al fianco degli ispettori dell'Asl.

Per quanto riguarda l’area dell’Asl 11, le imprese verificate finora (tra confezioni, indotto abbigliamento, pelletteria, commercio, alimentari e altro) nell’ambito del piano straordinario per il lavoro sicuro nell’area vasta del Centro Toscana, sono state 668: 134 di queste (31,9%) sono risultate in regola, contro il 68,1% non in regola (è la seconda percentuale più alta dopo quella di Prato) mentre 248 sono cessate.

Grazie a questi controlli sono stati effettuati 11 tra sequestri e chiusure, 231 prescrizioni, 389 punti di prescrizione e 179 informazioni di reato. Le principali irregolarità riguardano macchinari (16), impianti elettrici (109), dormitori (49), cucine (33), bombole del gas (7) e igiene (17).

Intanto crescono di quasi un quinto in quattro mesi anche le adesioni al Patto per il lavoro sicuro, con cui un'azienda accetto un percorso di rientro e 'affiancamento' e si impegna a operare in sicurezza e garantire trasparenza, con il patrocinio di un'associazione di categoria o di professionisti affiancati dal rispettivo ordine: 9 tra Empoli e Firenze.

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