Il Tirreno

Empoli

Barnini vende le ville per il polo da 70 disabili

di Francesco Turchi
Barnini vende le ville per il polo da 70 disabili

Gli acquirenti avranno le chiavi solo dopo la conclusione dei lavori al nuovo immobile La Regione ci mette mezzo milione di euro, ma è bagarre in consiglio comunale

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EMPOLI. La cittadella dei disabili (da 70 posti) si farà. Il consiglio comunale ha dato il via libera all’operazione da 3,8 milioni di euro, che sarà finanziata attraverso la vendita della Villa Cerbaiola, valutata 2,3 milioni di euro dall’agenzia del Demanio e di Villa Fucini di via XI Febbraio (che sarà messa sul mercato a 980.000 euro). In più il Comune potrà contare su un contributo della Regione da mezzo milione di euro. Con questi soldi sarà costruito «un centro polivalente» come lo definisce il sindaco, nella zona di Sant’Anna, tra il Terrafino e Carraia, su un terreno donato dalla famiglia Artini. Un piano contestato da molte associazioni nei giorni scorsi e bocciato dalle opposizioni (ad eccezione di Francesco Gracci, che non ha partecipato al voto): «Questo polo evoca strutture di separazione che abbiamo combattuto per anni». Ma Brenda Barnini non ci sta. Va al contrattacco. Spiega i motivi che hanno spinto i sindaci a chiedere all’Asl un progetto di questo tipo. E accusa: «Ho visto reazioni tanto violente quanto strumentali. E c’è chi è addirittura andato in giro per mezza Toscana a diffondere con aria terroristica un rendering taroccato del progetto per avvalorare la tesi della cittadella dei disabili».

È stato l’assessore Andrea Taddei a illustrare la delibera che dà il via libera a mettere sul mercato le due ville «con la specifica - si legge - che la consegna e l'immissione in possesso dell'immobile o degli immobili alienati al nuovo acquirente potrà avvenire solo dopo l'ultimazione dei lavori appaltati per garantire la continuità del servizio». In pratica fino alla realizzazione del nuovo centro disabilità le due ville non entreranno in possesso dell'acquirente. E c’è anche un altro aspetto che l’amministrazione comunale vuole chiarire. «Non necessariamente il “polo” sarà realizzato da chi acquisterà gli immobili. Questa è una strada percorribile, ma non l’unica. L’altra prevede l’affidamento dei lavori, attraverso un bando, una volta completata la vendita (anche separata), degli edifici a soggetti privati che non hanno intenzione di impegnarsi nella costruzione del “polo”».

Barnini ha spiegato la ragione che ha portato la Conferenza di tutti i sindaci dei 15 Comuni dell'Asl 11 «a richiedere all'azienda sanitaria un progetto per garantire un futuro ai servizi residenziali e diurni, esattamente come fino ad ora è stato nei centri di Cerbaiola e Villa Fucini. Strutture che però presentano criticità, soprattutto architettoniche, ormai insormontabili e che non rispondono alle specificità degli autistici adulti».

«Un progetto - ha spiegato al consiglio il sindaco - elaborato da un gruppo di lavoro di professionisti del Dipartimento salute mentale, della neuropsichiatria infantile e dei Servizi sociali. Con questo nuovo centro non solo andremo a riqualificare le strutture esistenti, ma anche a creare un servizio specifico per autistici adulti, ad oggi non presente nella nostra zona e non solo. Il nostro intento non è risparmiare o concentrare, ma offrire un servizio migliore e anche un futuro dignitoso ai ragazzi che ne usufruiranno».

Poi lancia una raffica di frecciate alle associazioni che si sono schierate apertamente contro il “polo”: «C'è chi ha paura di perdere il suo orticello e antepone la difesa del medesimo all'interesse pubblico, forse per il timore che la costruzione di un nuovo servizio possa mettere in ombra altre strutture delle quali si sentono proprietari invece che più correttamente promotori e utenti».

Ma intanto arriva la dura replica dell’opposizione (che ha cercato senza successo di arrivare a un rinvio della delibera), attraverso un comunicato congiunto firmato da Ora si cambia (nella foto Alessandro Borgherini), Linea civica e Fabrica Comune: «Siamo concordi sul fatto che Villa Cerbaiola e Villa Fucini sono immobili obsoleti, non più funzionali. Il problema principale è non aver discusso su come la nostra comunità vuole affrontare il futuro dei nostri servizi socio assistenziali. Era molto meglio approfondire e fare in tempi rapidi un percorso inverso: prima determinare come affrontare la questione dei servizi assistenziali con una visione proiettata nel futuro e poi demandarne la progettazione all'Asl, costruendo bene in seguito il reperimento dei fondi».

Il percorso del Comune «ha inoltre escluso - scrivono i tre gruppi consiliari - per diretta ammissione del sindaco, il confronto con le associazioni che erano in disaccordo, poiché giudicate "ostili"; questo è rappresentativo dell’atteggiamento autoreferenziale della giunta. Con questo progetto si rischia di allontanare ancora di più la possibilità di concretizzare progetti di vita indipendenti, che siano concretamente al centro di un percorso immerso e non isolato rispetto alla comunità di Empoli. Avere possibilità di integrazione, di mettere in atto autonomie sociali, lavorative, di tempo libero è pensabile solo in una integrazione con il contesto urbano, in realtà strutturali di piccole e medie dimensioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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