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Empoli

varis rossi contro il “polo dei disabili”

«Il centro polivalente per questi ragazzi è la città di Empoli»

«Il centro polivalente per questi ragazzi è la città di Empoli»

EMPOLI. «A leggerli assapori un gusto amaro. Spingono indietro la cultura e la storia prodotte dalle amministrazioni comunali, provinciali che seppero praticare e sostenere, illo tempore, la...

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EMPOLI. «A leggerli assapori un gusto amaro. Spingono indietro la cultura e la storia prodotte dalle amministrazioni comunali, provinciali che seppero praticare e sostenere, illo tempore, la sussidiarietà orizzontale che proveniva con forza dirompente e benefica avanti, contro le logiche di inserire questi cittadini in scuole speciali, in istituti con la benedizione dei Gom (Gruppi operativi Multidisciplinari, che definisce per ogni persona disabile un piano di assistenza personalizzato) di allora. Se c'è bisogno di una struttura, potremmo realizzarla a Serravalle nei terreni del Comune in una zona popolata le risposte per i "nostri ragazzi"». L'ex sindaco di Empoli, Varis Rossi, oggi presidente dell'Aas ('Aas (Assistenza disabili psicofisici), si scaglia contro il progetto dei sindaci di realizzare la "Città dei disabili".

«Gli attuali Gom proponendo la loro "Riqualificazione strutture semiresidenziali e residenziali per disabili e autistici sul territorio del comune di Empoli-Centro polivalente, fanno un salto all'indietro, restaurano un déjà vu, distruggono una cultura data per acquisita come bussola, come riferimento in direzione dei cittadini disabili con forti difficoltà di autonomia fisica ed intellettiva. Si domandino prima di tutto gli amministratori locali, perché, per esempio, Villa Fucini, via XI Febbraio, Empoli, fu acquistata dal Comune per iniziare una risposta concreta "ai ragazzi di Cerbaiola e di Villa Masoni" quando le loro famiglie cessavano di esistere. Perché quella struttura e non un Centro Polivalente che poteva sorgere a Cerbaiola? Perché si puntava a dare soluzioni che assumessero l'aspetto della casa famiglia, della piccola comunità. Una presenza che li rendesse visibili, che ricordasse quotidianamente che loro erano e sono le vere priorità del buon governo ad Empoli ed a Roma, passando per la distratta e lontana Regione. In questa politica fu facile scegliere di accettare la donazione, il legato della famiglia Arrighi, che intorno alla figlia Carla permetteva di costruire un'altra casa famiglia per quanti, in assenza di famiglia, pur frequentando i servizi diurni o gli inserimenti terapeutici o lavorativi in cooperative sociali scaturite anch'esse da questa storia locale. In via Meucci, alle Cascine, nasceva questa ulteriore possibilità. Le famiglie, i Sindaci, ma meglio dire tutti i consiglieri comunali andavano in una direzione, difficile, ma giusta, di avviare qualcosa di nuovo rispetto "a prima". Ma "quelli d'oggi" non si domandano perché ad Empoli abbiamo realizzato due Rsa per non autosufficienti di "appena" 20 posti? Una a Rozzalupi e una in Carraia,. Sono stati voluti di queste dimensioni per marcare una differenza strutturale dalle grandi aggregazioni di persone in difficoltà. Queste realizzazioni sono dovute all'esperienza pluridecennale condotta a Cerbaiola e a Villa Masoni. Da Villa Masoni dovettero venire via e questa esigenza fu un' occasione per realizzare il servizio in piazza San Rocco. Seguendo il Gom - conclude Rossi - a quando verrà aggiunta nell'elenco la vendita di San Rocco?».

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