Sicurezza
Il riconoscimento a un professionista «corrosivo e ribelle»
Il premio di scrittura dedicato a Indro Montanelli ha cadenza biennale e la sua assegnazione avviene a rotazione una volta a Fucecchio (dove Montanelli nacque) e una volta a Milano (dove Montanelli...
Il premio di scrittura dedicato a Indro Montanelli ha cadenza biennale e la sua assegnazione avviene a rotazione una volta a Fucecchio (dove Montanelli nacque) e una volta a Milano (dove Montanelli creò la sua fortuna giornalistica). Quest’anno è toccato a Fucecchio e il premio è andato a Massimo Fini, che prima di riceverlo si è intrattenuto in una lunga intervista col collega e amico Marco Travaglio, direttore del giornale per cui Fini scrive: il Fatto Quotidiano. Travaglio ha preso spunto dagli scritti di Fini e da lì sono partite considerazioni (non propriamente positive) sulla politica attuale e sulle condizioni del giornalismo di oggi. Il Pacini ha registrato il tutto esaurito (i posti a sedere in platea sono duecento), con molte persone in piedi e altre sulla soglia: premiata anche la giovane giornalista Mirella Molinaro, giornalista cosentina di 33 anni che ha vinto 7.500 euro per il suo reportage sul mondo del lavoro giovanile; menzione anche per i colleghi Valentina Calzavara e Daniele Bellocchio. Il presidente dell’accademia della Crusca ha spiegato le motivazioni che hanno portato a scegliere Massimo Fini come vincitore: «Giornalista corrosivo, non cinico, ribelle, mai stanco di essere contro il pensiero comune, spesso si è ritrovato ad essere troppo avanti coi tempi». La cerimonia è durata due ore: una mattinata di successo, indubbiamente, a cui va ad aggiungersi la visita a sorpresa di Beppe Grillo, rimasta nascosta anche durante l’iniziativa (grazie all'atmosfera soffusa), finché l’ex comico genovese non ha deciso di palesarsi. (m.s.)
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