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cittá dei disabili - il fronte del no

«I conti non tornano, decisione da rinviare»

«I conti non tornano, decisione da rinviare»

EMPOLI. «Martedì il consiglio comunale di Empoli delibererà la vendita di Cerbaiola e di Villa Fucini e da quel momento partirà la realizzazione del nuovo centro per disabili: un centro polivalente....

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EMPOLI. «Martedì il consiglio comunale di Empoli delibererà la vendita di Cerbaiola e di Villa Fucini e da quel momento partirà la realizzazione del nuovo centro per disabili: un centro polivalente. Lunedì sera (domani) ci sarà la commissione consiliare di Empoli che approverà probabilmente a maggioranza e martedì sera la delibera verrà approvata probabilmente a maggioranza. Noi però chiediamo un rinvio, per poterne discutere e per poter dare un contributo competente di portatori di interesse». Così le associazioni Fish (Federazione italiana superamento dell’handicap) e Autismo Toscana, presieduta da Marino Lupi.

«Abbiamo avuto modo di vedere una bozza di progetto, peraltro scarno e approssimativo: i conti - sottolineano le associazioni - non tornano e la proposta progettuale non c'è. La proposta, è descritta in poco meno di una pagina e altrettanto spazio è dedicato all'analisi dei costi,. Questa è la rappresentazione plastica della realtà cui siamo di fronte: 10 pagine rappresentano 40 anni di storia di costruzione di servizi di grande civiltà e di affermazione concreta dei diritti, una pagina e mezzo per parlare di un futuro senza idee, di regressione. L'unica idea che emerge è il processo di concentrazione e di re-istituzionalizzazione di persone con disturbo dello spettro autistico e altre disabilità in un polo unico di servizi, in contrasto con normative e politiche regionali. Ma soprattutto in contrasto con l'idea che si debba lavorare per costruire le città pensate per la disabilità abbattendo le barriere architettoniche, della comunicazione e culturali. È incomprensibile come si possano convogliare così tante risorse, almeno 4 milioni di euro, sulla sola idea di costruire un “Polo disabilità”. Analizzando la suddivisione di posti salta all'occhio che mancherebbero posti residenziali per le persone che attualmente stanno a Villa Fucini e sembra insufficiente anche per tutte quelle di Villa Cerbaiola. In questo progetto il messaggio è uno soltanto: concentrare le diversità, semplificare i servizi dando una generica assistenza che risolva il problema alla società e alle istituzioni, togliendolo anche agli occhi delle persone cosiddette normali, perché si ricoverano in un “carcere dorato”, moderno, con tutti i servizi (anche il teatro) e magari il cortile interno, così non hanno più bisogno di uscire, se non in occasioni speciali in cui i “normali” concedono loro un po' di attenzione».

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