Sicurezza
Contributo agli istituti per i progetti sulla salute
EMPOLI. L’azienda Farmacie Comunali finanzia le scuole di Empoli che promuovono progetti inerenti all’educazione alla salute. Con i 15mila euro versati ai tre circoli didattici e alla scuola media,...
EMPOLI. L’azienda Farmacie Comunali finanzia le scuole di Empoli che promuovono progetti inerenti all’educazione alla salute. Con i 15mila euro versati ai tre circoli didattici e alla scuola media, la cifra complessiva dell’ultimo quadriennio sale a 50.000 euro. I fondi verranno spesi dai vari circoli (quindi le scuole dell'infanzia, primarie e anche la Secondaria di 1° grado Busoni Vanghetti) per l’attivazione di progetti che coinvolgano attivamente gli alunni in merito al tema della salute e benessere: le acque, il vivere bene insieme, il rapporto tra cuore e mente e gli orti botanici saranno appunto i progetti che queste realtà scolastiche potranno avviare grazie al sostanzioso contributo arrivato da Farmacie Comunali. «Il nostro obiettivo in quanto farmacie è anche quello di promuovere i servizi e di far trasparire la nostra valenza nel servizio pubblico - ha ricordato Luca Bartolesi, amministratore della società Farmacie Comunali di Empoli - visto che è compito del buon farmacista guidare i cittadini all’insegna del benessere e del suo mantenimento così come della prevenzione, ci è sembrato opportuno donare anche quest’anno i nostri proventi alle generazioni più giovani per dare vita a molti progetti inerenti la salute».
«Grazie a questo contributo possiamo consentire alle scuole di andare a coltivare alcuni aspetti che non rientrano prettamente nel perimetro della didattica - ha commentato il sindaco di Empoli, Brenda Barnini -. Farmacie Comunali è un esempio lampante che, quando si parla di società 'in house' nei Comuni si possono costruire esperienze di qualità, positive e che non si stanno costruendo quei cosiddetti 'carrozzoni' che spesso vengono associati alle amministrazione pubbliche. In questo caso siamo di fronte a una società che è in grado di fare numeri che permettono di redistribuire un surplus sul territorio».
Chiara Capezzuoli
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