Il Tirreno

Empoli

la polemica contro la decisione dei sindaci

Disabili, in arrivo altre dimissioni

Grazzini sta pensando di lasciare l’Aias. Favorevole invece “Fiori di vetro”

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EMPOLI. La “bomba” è esplosa. Dopo le dimissioni di Marino Lupi, presidente di Autismo Toscana, dai comitati di partecipazione di Asl e Società della salute empolese, un’altra dimissione eccellente dovrebbe essere in arrivo. E’ quella di Giovanni Grazzini dalla carica di presidente dell’Aias.

I motivi, una volta che fossero formalizzate, sono gli stessi di Lupi: nessuno ha informato le associazioni che si dedicano ai disabili dei passi che si stavano compiendo nell’ottica di dismettere il sistema di accoglienza attuale con la vendita della villa di Cerbaiola. Per andare verso la costruzione di un grande centro dove raccogliere tutte le disabilità. «Ad oggi - spiega Grazzini - nessuno ci ha contattato». Critico verso la vendita di Cerbaiola anche Rolando Terreni dell’associazione legata al centro di Empoli.

A favore del grande struttura invece l’associazione “Fiori di vetro” che si occupa di autismo. «La nostra associazione raccoglie famiglie e genitori con figlie e figli con problemi di autismo - spiega il presidente Alessandro Artini - sappiamo cosa significa vivere, crescere e stare accanto a una persona con questo tipo di affezione. Ci sembra giusto dire la nostra anche perché della nostra associazione fa parte anche la famiglia Artini, promotrice del progetto e donatrice di quello che dovrebbe essere il terreno in cui il centro sarà costruito. Una struttura che vada ad ospitare vari tipi di problematiche, per rispondere a ognuna di queste in modo serio, efficace e razionale. Gli studi che negli ultimi anni sono stati condotti sull’autismo hanno portato ad una diagnosi sempre più precoce. Ad oggi però i soggetti autistici adulti nel nostro territorio non hanno risposte specifiche per i loro bisogni e necessità, ma solamente risposte aspecifiche e quindi prive delle caratteristiche necessarie per risolvere in modo efficace le numerose e complesse problematiche legate a tale handicap. In altre parole oggi gli adulti autistici non hanno nessuna risposta adeguata alla loro condizione, ed è per questo che è stata pensata la realizzazione di un centro per persone autistiche per completare un’offerta di servizi oggi insufficiente».

Infatti nell’Empolese come struttura specifica «è presente soltanto la ‘Casa di Ventignano’, un centro semiresidenziale per una fascia di età da 8 a 25 anni, che prevede anche una possibilità lavorativa di inserimento dai 16 anni - si spiega - Ventignano e la sua serra rappresentano una risorsa importante per tutti, ma non è la soluzione per i soggetti di età adulta affetti da tale disabilità. Dopo Ventignano cosa accade ? Chi accompagnerà questi ragazzi nel loro cammino di vita? Specialmente quando i loro genitori non saranno più in grado di farsene carico? A queste domande attualmente le strutture esistenti non offrono una risposta specifica ed adeguata. Risposta che invece fornirà la struttura oggetto di tante polemiche. Tale struttura, che noi auspichiamo, non va quindi contro nessuno, non toglie spazio a nessuno, ma anzi si integra nei centri che già ci sono».

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di Redazione web