Toscana
Sfuriata di Rossi sulla 429 bis Messi altri 5 milioni per i lavori
Il presidente della Regione ha chiesto di fissare subito le date per i collaudi delle opere ferme ormai da anni E ha dato in supporto al commissario Nunziati altri due dipendenti dell’ex Provincia per i bandi di gara
EMPOLI. Sfuriata di Enrico Rossi sulla 429 bis. Così non va, ha detto il presidente della Regione di fronte a un impasse che dura da anni con solo qualche opera di manutenzione fatta. E con un passato che vede questi lavori iniziati nel 2007 a un costo che a questo punto è triplicato rispetto a quello iniziale. E allora ecco le contromisure messe in campo dalla Regione: la richiesta di date certe sui collaudi, altri cinque milioni messi per terminare l’opera. E due impiegati a sostegno del commissario regionale.
A fare il punto della situazione è il comitato Sì429 presieduto per la Cna dall’imprenditore Fabio Bianchi. «Purtroppo ci troviamo di fronte a un cantiere che poteva essere risolto in tre o quattro anni - spiega il presidente della Cna dell’Empolese valdelsa Marco Landi - e che invece ancora non è stato chiuso perché in passato non è stata monitorata l’opera. La Valdelsa è quella che ha risentito più della crisi proprio per la mancanza di infrastrutture». Perché ha iniziato il declino prima e ora la ripresa stenta ancora ad arrivare.
La situazione del cantiere è alquanto articolata. Di recente sono arrivate due mine. Sei milioni bloccati per un decreto ingiuntivo del tribunale di Roma promosso dalla Ics Grandi lavori e al momento sospeso perché la Città metropolitana ha fatto ricorso. E poi la richiesta di un’azienda di ulteriori 400mila euro per un lavoro fatto e già pagato dalla Città metropolitana.
Dubbi sul rispetto del cronoprogramma (ormai a quasi dieci anni dall’inizio per costruire meno di venti chilometri) erano stati espressi nei giorni scorsi durante la commissione controllo della Città metropolitana a cui ha partecipato il commissario regionale Alessandro Nunziati al quale sono state fatte esplicite domande rispetto ai soldi che saranno spesi e ai tempi di chiusura dell’opera. «Il commissario regionale - aveva spiegato il consigliere della Città metropolitana per Forza Italia Marco Semplici presidente della commissione - ci ha spiegato che il costo dell’opera potrà variare da 100 a 205 milioni. La forbice dei cento milioni dipende dal peso che avranno i contenziosi». L’unica certezza è che al momento sono stati spesi 83 milioni, una somma pari a tre volte quello che doveva essere speso secondo l’appalto. E che la Regione ha messo a disposizione altri 20 milioni.
E, come aveva spiegato sempre il consigliere, «ci è stato detto che anche il decreto ingiuntivo andrà a ritardare l’evolversi degli interventi».
La settimana scorsa il comitato Si429 ha avuto un incontro in Regione al quale era presente anche il presidente Rossi. «E’ stato stipulato un cronoprogramma - spiega il presidente del comitato Fabio Bianchi - grazie all’arrabbiatura di Rossi siamo arrivati a qualche risultato. Il presidente ha chiesto ai tecnici date certe per i collaudi». Un passaggio delicato ma senza il quale non si va avanti per appaltare i nuovi lavori alle aziende. E che però è condizionato dalla Ics Grandi lavori (di Claudio Salini deceduto di recente) che non avrebbe ancora fornito la documentazione necessaria proprio per i collaudi.
Rossi ha fatto anche di più. «E’ stato deciso il rafforzamento dell’ufficio gare che lavora con il commissario Annunziati - spiega ancora Bianchi - Per cui saranno aggiunti due dipendenti della ex Provincia». Poi sul versante finanziario la Regione metterà a disposizione dell’opera altri 5 milioni necessari per concludere l’opera. Per cui con questo ultimo innesto l’opera verrà a costare circa 110 milioni. Senza contenziosi. E infine, spiega ancora il presidente del comitato «Rossi verrà a primavera sul cantiere, quando verranno iniziati i lavori».
L’opera dovrebbe esser conclusa alla fine del 2017. Poi, una volta che questo tratto finalmente sarà aperto, comincerà la battaglia per trovare i soldi per il pezzo mancante, tra Castelfiorentino e Certaldo.
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