Il Tirreno

Empoli

Bufera per la “Città dei disabili” si dimette il presidente Lupi

di Lucia Aterini
Bufera per la “Città dei disabili” si dimette il presidente Lupi

L’associazione “Autismo Toscana”: «Non sappiamo niente di questo progetto, la partecipazione è una farsa» Insorgono anche le opposizioni in consiglio comunale: «La vendita di Cerbaiola? Un tentativo arrogante»

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EMPOLI. Un terremoto. La decisione presa in conferenza dei sindaci, senza alcuna consultazione delle associazioni, per ritentare la costruzione di una “città dei disabili” con vendita della villa di Cerbaiola non è piaciuta affatto alle associazioni delle famiglie. E già sono arrivate le prime conseguenze. Marino Lupi, medico ed ex presidente del consiglio comunale di Fucecchio, storica figura nell’ambito delle politiche per l’handicap, si è dimesso dal ruolo di presidente del comitato di partecipazione della Società della salute dell’Empolese. Non solo: ritira anche l’associazione da lui presieduta, “Autismo Toscana”, dallo stesso comitato. E infine si dimette dal comitato di partecipazione dell’Asl 11. Ecco i motivi : «Il percorso di partecipazione non è stato soddisfacente - spiega Lupi che è impegnato a fondo anche per la Casa di Ventignano - sono il presidente di un associazione che si occupa di disabilità e sono venuto a sapere da Il Tirreno di questo progetto dopo che avevo scritto più volte per avere informazioni. E nessuno mi aveva risposto. Prendo atto della decisione ma prendo atto anche che la partecipazione è solo di facciata».

Anche i gruppi di opposizione del consiglio comunale di Empoli esprimono contrarietà sulla scelta della maggioranza di portare nel consiglio comunale del 10 novembre una deliberazione con la messa in vendita della villa di Cerbaiola, attualmente adibita a centro diurno per persone con disabilità cognitive. Le opposizioni ritengono che «mettere in vendita la struttura prima di aver stabilito un'alternativa all'attuale servizio che lì si svolge, sia un tentativo arrogante ed incomprensibile teso a creare una situazione di non ritorno ed a eludere un dibattito franco, aperto ed approfondito, doveroso quando trattiamo di servizi e strutture necessarie per i cittadini diversamente abili. Ciò appare ancora più grave visto che tale delibera era già stata presentata all'ultimo consiglio comunale della passata consigliatura e poi ritirata». «Non sfugge a nessuno che la costruzione di un nuovo centro per circa 70-80 persone, così come ventilato nel recente passato - spiegano ancora le opposizioni - rischia di rappresentare, per impegno economico e attenzione, l'unica risposta della nostra zona alle esigenze di questi cittadini, che rappresentano senz'altro la parte più fragile ed indifesa della nostra collettività. Questo mentre in tutta Europa si affermano risposte modulari studiate sui bisogni individuali, finalizzate ad evitare il più possibile iniziative tipo "la cittadella dei disabili". Alla fine degli anni Ottanta la nostra città e le sue politiche sulla disabilità venivano considerate di esempio in tutta Italia».

(l.a.)

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