Il dolore
Torchia: «Comuni, basta con i tabù Parliamo di fusioni»
Nel nostro servizio di ieri è emerso che il Comune di Vinci è quello che ha fatto più ricorso ai mutui rispetto agli altri enti del circondario. Il sindaco Giuseppe Torchia ne spiega i motivi: «Con...
Nel nostro servizio di ieri è emerso che il Comune di Vinci è quello che ha fatto più ricorso ai mutui rispetto agli altri enti del circondario. Il sindaco Giuseppe Torchia ne spiega i motivi: «Con queste risorse abbiamo realizzato investimenti che hanno migliorato la qualità della vita dei cittadini, in particolare penso al viale Togliatti che ha dato una identità urbana al nucleo urbano di Spicchio Sovigliana; alla riqualificazione di Via Limitese, agli interventi sul capoluogo, oggi meta di oltre duecentomila turisti; ed a tantissimi altri interventi. Senza questi investimenti oggi la città avrebbe un aspetto diverso e sarebbe anche meno attrattiva dal punto di vista economico e turistico. In questi anni l'amministrazione ha ridotto fortemente l'ammontare del debito senza contrarre nuovi mutui. Abbiamo utilizzato parte dell'avanzo di amministrazione per ridurre l'ammontare del debito ed abbiamo, sia nel 2014, che nel 2015, rinegoziato il debito con la Cassa depositi e prestiti. Oggi purtroppo, le rigidezze imposte dal patto di stabilità limitano fortemente la capacità di investimento dell'ente con ricadute negative su tutto il sistema economico. Gli avanzi di amministrazione che i nostri enti hanno generato negli ultimi anni derivano da suddetti vincoli e sono indice di una patologia del sistema. Purtroppo la virtuosità di un Comune non si misura dalla capacità di generare avanzi di amministrazione. Gli enti locali non sono aziende private che devono distribuire dividendi agli azionisti, ma bensì strumenti per far crescere economicamente il territorio e garantire servizi di qualità ai cittadini. La discussione che si è aperta in Toscana sulle fusioni dei comuni è figlia principalmente da questa situazione di stallo in cui si trovano i Comuni. Avere i soldi in cassa e non poterli trasformare in infrastrutture e servizi è frustrante per un amministratore. Per tali ragioni in questi mesi abbiamo lavorato per un rafforzamento dell'Unione. Inoltre considerato che diversi studi ci invitano a riflettere sull'assetto da dare al nostro territorio, individuando la dimensione di 30 - 40.000 abitanti quella ideale per i Comuni, per rendere efficiente il rapporto costi benefici, dobbiamo riflettere seriamente sulla prospettiva delle fusioni mettendo da parte paure e resistenze campanilistiche».
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