Indebitati per quasi 50 milioni ma con tanti soldi avanzati
Ecco la situazione finanziaria dei Comuni dell’Empolese Valdelsa: ognuno ha sul collo 300 euro e ci sono tesoretti che non vengono spesi
EMPOLI. Ogni cittadino del circondario, dal neonato fino al centenario, ha sul collo una propria fetta di debito pubblico locale da 270 euro. E’ il prezzo da pagare per abitare nell’Empolese Valdelsa, che si va a sommare a quello – molto più oneroso, giunto ormai a sfiorare quota 35mila euro pro capite – per essere cittadini italiani. Di debito pubblico, insomma, non esiste solo quello prodotto dallo Stato e fatto schizzare in poco più di trent’anni, ma anche quello creato dagli enti pubblici locali. Mutui accesi dagli anni ’80 in poi, che i comuni del territorio stanno continuando a pagare e che continueranno a dover onorare almeno per altri vent’anni. Ad oggi l’importo che deve essere ancora rimborsato ammonta ad oltre 46 milioni di euro. L’indebitamento, insieme al patto di stabilità, rappresenta uno dei principali freni alla capacità di spesa delle amministrazioni locali. Una capacità che, almeno in teoria, starebbe anche crescendo per gli undici comuni. Gli avanzi di bilancio, infatti, sono in salita nella maggior parte dei comuni. Ma alla fine dei conti, di anno in anno, i tagli ai trasferimenti, la spending review, i blocchi dovuti al patto e appunto le rate dei mutui riducono sensibilmente ogni slancio di entusiasmo sia in termini di investimenti che di riduzione della pressione fiscale locale. Debito pubblico nazionale e indebitamento locale sono due facce della stessa medaglia. Presentano delle differenze, come il fatto ad esempio che il primo continua a crescere in maniera vertiginosa mentre il secondo negli ultimi anni sta diminuendo grazie all’argine posto negli ultimi tre anni. Ma hanno anche forti analogie: la principale è quell’enorme divario tra l'importo dei mutui (la quota capitale, per intendersi, calcolata al netto degli interessi) e il debito totale considerato al lordo degli interessi.
A livello nazionale addirittura la quota interessi ha ormai da anni superato la quota capitale. Nel territorio degli undici comuni non si è arrivati a tanto, ma comunque gli interessi rappresentano circa il 45% di quanto effettivamente ricevuto. Per poco più di 86 milioni di euro concessi, infatti, gli enti locali sono stati e continuano ad essere chiamati a restituire qualcosa come 151 milioni e mezzo di euro. Una differenza importante: 65 milioni di euro che vanno a rimpinguare le casse degli istituti bancari che hanno concesso il credito rischiando ben poco, visto che a contrarre il mutuo erano emanazioni dirette della pubblica amministrazione. Questi soldi, insomma, a differenza della quota capitale che è servita per fare investimenti, non sono andati direttamente a beneficio della collettività. Ogni comune ha il suo fardello da portare. Si va dai poco più di 8mila euro di Gambassi agli oltre 16 milioni di euro di Vinci. E’ proprio la città del Genio quella che negli anni ha fatto il maggior ricorso alle linee di finanziamento per far fronte alle necessità di spesa. Tanto che l’indebitamento di Vinci supera di circa 3 milioni e mezzo di euro quello del comune capofila del circondario, cioè Empoli. Qui il monte ancora da restituire è di 12 milioni e 734mila euro. A seguire Fucecchio, dove il debito pesa ancora 6 milioni e 600mila euro. Sopra la soglia del milione di euro ci sono anche Montespertoli (poco meno di 3,3 milioni di euro), Certaldo (2,5 milioni), Cerreto (2,3 milioni) e Montelupo (1,4 milioni di euro). L’importo da saldare a Montaione è di 626mila euro, mentre a Castelfiorentino di 460mila euro.
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