La protesta
Inchiesta su Porfido, per i sindacati «non va crocifisso»
EMPOLI. In mezzo al silenzio di investigatori, istituzioni, a cominciare dalla Regione attuale datrice di lavoro di Eugenio Porfido, 59 anni, gli unici a parlare all’indomani dell’indagine che...
EMPOLI. In mezzo al silenzio di investigatori, istituzioni, a cominciare dalla Regione attuale datrice di lavoro di Eugenio Porfido, 59 anni, gli unici a parlare all’indomani dell’indagine che riguarda l’attuale vice commissario dell’Asl 6 ed ex direttore dell’Asl 11 accusato di peculato, sono i sindacati.
Spiega Massimo Ferrucci del Fials: «Il fatto che l’ex direttore dell’azienda non parli non è una novità: non lo ha fatto per due anni quando gli abbiamo chiesto conto di immobili e servizi». «Devo dive - va avanti - che mi lascia indifferente, anche perché inchieste simili, nel corso degli anni, non hanno portato a nulla o hanno dimostrato che le accuse non avevano alcun fondamento. Spero vivamente che accada anche stavolta. Così mi auguro sì che la magistratura faccia tutti gli approfondimenti necessari ma in questo momento non servono atteggiamenti moralisti ma un approccio garantista». Sulla stessa lunghezza d’onda Andrea Rizzini, della Cgil. «Non approvo e non ho approvato il comportamento di Porfido e della sua direzione su tantissimi aspetti della gestione della sanità livornese, ma fino a prova contraria, ad oggi, è innocente e fino a che non ci saranno sentenze che eventualmente lo vedranno colpevole, non va crocifisso». (f.l.)
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