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Navico, chiesto incontro urgente

Navico, chiesto incontro urgente

Fiom: «La multinazionale si vuol riorganizzare, si devono attivare le istituzioni»

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MONTESPERTOLI. Erano quasi la totalità i lavoratori della Navico in sciopero che hanno presidiato ieri mattina la sede della direzione territoriale del lavoro di Firenze, in concomitanza con l'incontro per la conciliazione, la procedura di risoluzione extragiudiziale delle controversie prevista dalla legge Fornero, che interessava due loro colleghi.

L'azienda Navico Rbu Italia, di proprietà di una multinazionale norvegese, aveva confermato il licenziamento dei due tecnici che avevano rifiutato il trasferimento in nuova Zelanda, nell'unità di Auckland. Lo si era appreso martedì al termine di un incontro tra sindacati e azienda, presenti anche i rappresentanti delle istituzioni.

Le organizzazioni sindacali avevano chiesto l'attivazione del tavolo di crisi proprio in seguito alla decisione dell'azienda.Nel confermare il licenziamento, la direzione aziendale si era detta disponibile a confrontarsi sul piano industriale 2015-2018 recentemente presentato.

Le istituzioni, preso atto della conferma dei licenziamenti, avevano espresso "forte preoccupazione" per il futuro produttivo di un'eccellenza produttiva e presenza storica del territorio. L'azienda produce strumenti per la navigazione. Che vende in tutto il mondo.

Durante l'incontro di ieri mattina - a cui la Fiom non ha partecipato - Confindustria ha annunciato alla commissione tecnica che l'azienda procederà ad una riorganizzazione. «Pertanto il caso dei due tecnici - spiega la Fiom Cgil - potrebbe essere solo il primo caso di una serie».

«Troviamo strano che questo venga annunciato ad un tavolo tecnico e non sia emerso invece in maniera esplicita martedì scorso al tavolo dell'unità di Crisi tenutosi in città metropolitana» afferma Iuri Campofiloni della Fiom che prosegue: «Chiediamo pertanto alle istituzioni di riconvocare un incontro urgente alla presenza delle parti, affinchè l'azienda faccia chiarezza sulle reali prospettive della Navico».

E il sindacalista conclude: «Non possiamo accettare che in un'azienda in cui solo un mese fa avevamo concordato di discutere del premio aziendale, oggi si intenda operare una riorganizzazione: se vi sono problemi si discuta in merito agli ammortizzatori sociali, non ricattando i lavoratori con la scelta tra il demansionamento ed il licenziamento».

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