Gioco
Protesta contro la multinazionale che ha licenziato due tecnici
Sciopero alla Navico e presidio in programma alla direzione territoriale del lavoro a Firenze L’azienda non ricollocherà i dipendenti che hanno rifiutato il trasferimento in Nuova Zelanda
La multinazionale non ci ripensa e decide di licenziare definitivamente i due tecnici che dovevano essere trasferiti in Nuova Zelanda e che si sono rifiutati di andarci. Questa la situazione alla Navico che produce strumentazioni nautiche. E stamani è in programma un presidio. Si è tenuto ieri mattina nella sede di Palazzo Medici Riccardi l'incontro dell'unità di crisi per quest’azienda che occupa 43 lavoratori. Al tavolo erano presenti le istituzioni (Comune di Montespertoli e Città Metropolitana), l'azienda, assistita da Confindustria Firenze, le Rsu e le organizzazioni sindacali.
«L'incontro era stato richiesto dalle organizzazioni sindacali a fronte della decisione dell'azienda di procedere al licenziamento di due tecnici - spiegano la Cgil e la Cisl - che avevano rifiutato il ricatto della scelta tra il demansionamento o il trasferimento presso la sede di Auckland della multinazionale norvegese».
Le organizzazioni sindacali, nell'ottica «di continuare a discutere e trovare una soluzione rispetto ai possibili pecorsi da intraprendere, hanno formulato la proposta di sospendere la procedura di licenziamento dei due lavoratori, almeno fino alla fine del 2015, collocandoli in un diverso reparto senza demansionarli ma allargando anche a loro l'ammortizzatore sociale già in essere in Navico».
Da gennaio e per tutto il 2015 infatti, è attivo un contratto di solidarietà che interessa l'intera attività ad eccezione della ricerca e sviluppo. L'azienda però si è detta non disposta a rivedere la decisione di procedere ai licenziamenti. «Abbiamo formalizzato una richiesta chiara e precisa che avrebbe consentito al gruppo di contenere i costi salvaguardando le professionalità di due lavoratori che operano in quello stabilimento da più di trent'anni. Ci è stato risposto con un secco no non solo alla proposta formulata, ma anche alla prassi di procedere alla verbalizzazione di quanto emerso dall'incontro», dichiara Iuri Campofiloni della Fiom Cgil di Firenze che prosegue: «L'azienda si è dichiarata quindi contraria a discutere nel merito dei licenziamenti ma disponibile a proseguire il confronto nell'ottica della crisi aziendale, crisi che a noi risulta essere una novità».
Falvia Capilli della Fim Cisl sottolinea che «Nell'ambito della possibilità di allargare anche a loro il contratto di solidarietà auspicavamo il ricollocamento all'interno dell'azienda, non il demansionamento. Un tale comportamento da parte di una multinazionale è inaccettabile». A fronte dell'esito dell'incontro, i lavoratori riuniti in assemblea nel pomeriggio hanno proclamato mezza giornata di sciopero con presidio per stamani in concomitanza con la convocazione dei due lavoratori alla direzione territoriale del lavoro.
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