La protesta
I profughi vanno a scuola di educazione civica e storia
Coinvolti 150 “studenti” dei Comuni di Fucecchio, Cerreto Guidi, San Miniato, Montaione, Castelfranco di Sotto e Montopoli. In programma anche laboratori di musica, teatro e cucina
FUCECCHIO. Il Movimento Shalom, la cooperativa Pietra d’Angolo, la Misericordia di Empoli e la Misericordia di Cerreto Guidi promuovono e organizzano un corso di formazione alla cittadinanza globale rivolto ai profughi ospitati nei Comuni di Fucecchio, Cerreto, San Miniato, Montaione, Castelfranco di Sotto e Montopoli Val d’Arno. Si tratta, in pratica, di un percorso di integrazione e conoscenza del contesto sociale in cui i richiedenti asilo vengono accolti.
Ragazzi principalmente proveniente dall’Africa Nera, arrivati in Italia per scappare dalla fame, potranno così cercare d’integrarsi nel tessuto sociale locale: per loro sarà quasi come tornare a scuola, proprio perché il progetto prevede tutta una serie di materie da studiare; si va dalla lingua italiana alla conoscenza della cultura del paese ospitante, passando dall’educazione civica allo studio delle strategie socio–economiche per lo sviluppo dei paesi di provenienza. Inoltre i migranti studieranno la storia della Resistenza italiana e altre cose basilari, come la cura della persona dell’ambiente. E poi anche attività ludico–artistiche, come il teatro, la musica, la sartoria, la cucina e l’informatica.
Il corso si dividerà in due parti, una per gli anglofoni e una per i francofoni: si parla di circa 100-150 potenziali “studenti” che oggi sono ospitati dalle associazioni indicate in partenza nei che hanno aderito. Poi, siccome si tratta di un progetto sperimentale, nella seconda fase potrebbe essere esteso anche ad altri territori. Le lezioni per gli anglofoni si svolgeranno presso la Sala del Poggio di Fucecchio, due volte alla settimana dalle nove alle dodici; per i francofoni, invece, verrà messa a disposizione la sede del Movimento Shalom in via Donateschi 37.
Mercoledì 7 ottobre per presentare il progetto, ci sarà un’assemblea pubblica nella sala del bastione di San Miniato; l’inizio è previsto alle 15.30 e l’incontro è aperto a tutti, sia residenti che migranti. Poi, una volta raccolte le adesioni, nel giro di una o due settimane i corsi (che avranno durata di tre mesi) potranno partire.
Il progetto è stato presentato ieri mattina nella sala consiliare del Comune di Fucecchio dove sono intervenuti, tra gli altri, don Andrea Cristiani, parroco della Collegiata di Fucecchio e fondatore del Movimento Shalom, Don Udoji, parroco delle chiese di Querce e Galleno, Idrissa Keita, mediatore interculturale del Movimento Shalom, Alessio Spinelli, sindaco di Fucecchio, Simona Rossetti, sindaco di Cerreto Guidi e Cristina Martini, assessore del Comune di Montaione. «Dobbiamo evitare che queste persone siano inattive – ha precisato Don Andrea Pio Cristiani, fondatore del Movimento Shalom – perché il non poter far niente può condurre verso strade sbagliate».
La testimonianza. A coordinare la parte francofona del progetto sarà il mediatore culturale Idrissa Keita, proveniente dalla Costa d’Avorio, il quale ha rimarcato l’importanza di un ‘ opportunità che – quando fu lui ad arrivare in Italia – non gli fu concessa. «Queste persone vogliono rendersi utili e hanno delle competenze che si sono portate dietro dalla loro terra: chi ha fatto il falegname, chi l’artigiano o altro, c’è voglia di dare una mano in qualche modo; vogliono dare qualcosa indietro per l’opportunità che oggi viene loro proposta e che ai ragazzi della mia generazione non fu possibile sfruttare. Torneranno nella loro terra grati di quello che hanno imparato e per questo vogliono essere più partecipi e meno passivi».
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