Italia
Morte della compagna, prosciolto
Per un empolese era stato chiesto il rinvio a giudizio dopo l’overdose letale della ragazza
EMPOLI. Prosciolto, perché il fatto non sussiste. Si è concluso così il caso giudiziario di un empolese di 34 anni, imputato davanti al gup di Firenze Silvia Cipriani per morte in conseguenza di altro reato e cessione di stupefacenti. L’uomo era finito sotto indagine da parte dei pm della Procura, insieme a uno spacciatore nordafricano, perché nella sua abitazione fiorentina, il 17 aprile 2014, venne trovata morta per overdose la sua compagna, 24 anni. La giovane, stabilirono l'autopsia, era deceduta per una "intossicazione acuta letale da sostanze stupefacenti" causata probabilmente non solo dalla cocaina ma anche dal metadone, assunto in dosi eccessive, col quale la 24enne aveva mischiato la polvere bianca. E poiché la cocaina era stata acquistata dal pusher, mentre il metadone chiesto dalla ragazza sarebbe stato fornito dall’empolese, ecco che la pubblica accusa aveva deciso di chiedere il rinvio a giudizio per entrambi: spacciatore e compagno, entrambi per morte in conseguenza di altro reato, la doppia cessione di stupefacenti.
Tuttavia, mentre il processo a carico del presunto pusher nordafricano sta procedendo separatamente al Tribunale di Firenze, quello a carico dell’empolese è già finito in fase preliminare con una sentenza di non luogo a procedere. «Non vi è in atti alcuna prova utilizzabile in ordine alla cessione del metadone da parte dell’uomo alla compagna» argomenta il gup, ritenendo per lo più inutilizzabili le dichiarazioni del 34enne difeso dall'avvocato Cesare Martucci. Inoltre, il fatto che sia stata la ragazza a chiedere il metadone (ritenuto dal perito "possibile" e non "certa" concausa di morte) non prova che la stessa non l'abbia bevuto di sua iniziativa, piuttosto che su cessione dell'imputato. Il giovane empolese peraltro aveva dato subito l'allarme, dopo la terribile scoperta. Descrivendola così agli investigatori: «Avevamo fatto diversi acquisti di coca nei due giorni precedenti… essendo rimasti senza soldi e senza possibilità di rifornirci 'a chiodo' (posticipando il pagamento, ndr) ho assunto dei medicinali, chiedendo a lei se volesse una di queste pastiglie per addormentarsi. Lei mi chiedeva un po' di metadone. Ho notato che ne ha bevuto circa 25 ml, saranno state le 5.30 del mattino». La mattina successiva la scoperta del decesso.
Massimo Mugnaini
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