Sicurezza
Omicidio Bertozzi, reperti biologici degradati
FUCECCHIO. Si è tenuto ieri mattina davanti al gup del Tribunale di Firenze Alessandro Moneti, l'incidente probatorio per la valutazione dei reperti sequestrati e delle tracce biologiche rilevate...
FUCECCHIO. Si è tenuto ieri mattina davanti al gup del Tribunale di Firenze Alessandro Moneti, l'incidente probatorio per la valutazione dei reperti sequestrati e delle tracce biologiche rilevate dalla sezione scientifica dei carabinieri nell'abitazione in cui a Querce la sera del 30 ottobre 2014 fu trovata morta Marinella Bertozzi, 50 anni. Per quel decesso, un omicidio volontario pluriaggravato inizialmente scambiato dai medici per morte naturale, è in carcere il marito Giacomo Benvenuti, 40 anni. Secondo le accuse del pm Sandro Cutrignelli, l'operaio difeso dagli avvocati Luca Tafi e Antonio Voce l'avrebbe letteralmente massacrata di botte, dopo averla a lungo minacciata. Poi avrebbe ripulito la casa col disinfettante e chiamato il 118 parlando di un malore della moglie. Ieri davanti a gup, difensori e pm è comparsa la dottoressa Scarnicci, perito del gup, che ha spiegato come non ci sia modo di determinare il tempo di formazione di molte tracce biologiche ritrovate sulla scena del crimine - sangue, capelli, pelle - mentre altre siano degradate. I rilievi scientifici restano dunque "neutri" e non avvantaggiano né difesa né accusa. (m.m.)
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