Finanza
No a due stadi per la città
I gruppi Linea Civica e Ora si cambia contro l’ipotesi della giunta
EMPOLI. Impossibile tenere due stadi aperti. Lo pensano i gruppi Linea civica e Ora si cambia. «Affrontiamo il dibattito sullo stadio di Empoli alzando un attimo lo sguardo su quanto succede da qualche decennio in Europa e negli ultimi anni in Italia: l'affermarsi degli stadi di proprietà delle squadre di calcio - spiegano - nel nostro paese stadi da oltre 20 mila posti si giustificano solo per il calcio. Poiché oggi nessun ente ragionevolmente può continuare a spendere denaro pubblico per ristrutturare, ampliare e mantenere uno stadio, la logica soluzione è che queste strutture siano a carico degli unici soggetti che le utilizzano a pieno e che possano trovare una giustificazione economica ad investirci sopra». «Non è una moda, non dipende dalle indicazioni della Federcalcio, dalle possibile deroghe e quant'altro abbiamo sentito in questi giorni di dibattito - spiegano - semplicemente un'amministrazione deve costruire soluzioni che non gravino sui soldi pubblici». E aggiungono: «Basta guardarlo il "Castellani" per calcolare che per tenerlo in piedi e non farlo degradare occorrono centinaia di migliaia di euro ogni anno: quindi che senso ha parlare di una soluzione con due stadi, come quella avanzata dalla giunta senza un idea di come si recupera quell'area. Rimarranno nel panorama calcistico solo quelle realtà che sapranno e potranno affrontare il problema dello stadio: lasciamo che la nostra città ci provi, visto che l'attuale dirigenza della squadra di calcio ha dato prova per la sua parte di saperci stare a quei livelli».
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