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Empoli

Bircolotti: «Palio ingestibile ora servono regole più dure»

di Marco Sabia
Bircolotti: «Palio ingestibile ora servono regole più dure»

Stoccata del mossiere dopo i fatti al canape che hanno portato alla squalifica di Torre per un anno «Chi è sul verrocchio ha le armi spuntate, io non sapevo più cosa fare. Ma la partenza era valida»

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FUCECCHIO. Col Palio di Fucecchio ha probabilmente chiuso, anche perché aveva già annunciato di volersi prendere un periodo "di ferie" dai palii. Eppure Renato Bircolotti, mossiere di molte carriere (compresa l'ultima), non ha dimenticato le vicende di quella giornata, che hanno comportato la squalifica della contrada Torre.

Lui ha "guidato" tutti i palii più importanti d'Italia (gli manca Siena) e ha una ricetta tutta sua per evitare che la corsa diventi ingestibile, a causa di fantini che sono lì non per correre ma per non far correre qualcun altro: «Ci vogliono regole più dure - racconta lo starter di Castiglion Fiorentino - nel senso che se sbagli paghi. A Fucecchio questo non succede, ci sono troppe possibilità d'interpretazione e il mossiere ha armi spuntate: io non sapevo più che fare, dopo aver dato i tre richiami a Torre e aver chiesto la seconda busta; sono stato accusato di aver dato una mossa non valida, che però per me era buona, perché alla fine son partiti tutti. Purtroppo il fantino di Massarella è stato preso da dietro dopo pochi attimi, quando il suo cavallo stava già scattando: questo succede quando fra i canapi ci sono fantini che se ne fregano della corsa e hanno un solo scopo: fermare la rivale. Gli stessi fantini che non hanno problemi a saltare una o più edizioni della manifestazione».

La sensazione è che lo stesso Bircolotti non abbia più voglia di tornare a Fucecchio, anche se dice di amare molto la manifestazione. Probabilmente qualche sasso nelle scarpe del mossiere più presente del nuovo millennio c'è rimasto e ora che ha deciso di ritirarsi per un po' non fa fatica a liberarsene: «Penso che si debba fare come a Siena, dove se sbagli sai bene cosa rischi: a Fucecchio - metaforicamente parlando - qualcuno passa col semaforo rosso e finisce pure per prendersi un premio. Per quello che ho vissuto in altri palii c'è la possibilità di allontanare la contrada dal canape durante la corsa ma in Buca non si può. Servono poche regole ma chiare e più incisive, altrimenti ci potrà sempre essere un fantino che fa ciò che vuole e un mossiere che non può far niente per fermarlo. La tolleranza è troppa, chi gestisce dovrebbe farsi sentire».

Effettivamente la squalifica della contrada Torre è arrivata soltanto per somma di tre ammonizioni, una delle quali relativa al 2013 e le altre due per i fatti di quest'anno; non è stato niente di automatico, per cui il prossimo anno c'è la possibilità che qualcuno ripeta il killeraggio che - seppur molto scenografico - di solito dovrebbe avvenire in corsa e non dentro i canapi, almeno per dare a tutte le contrade la possibilità di partire.

Sullo sfondo non ci sono modifiche al regolamento, sebbene il sindaco Alessio Spinelli nel post Palio le avesse chieste: spetta alle contrade decidere, per evitare poi di ritrovarsi il prossimo anno coi soliti due poli che dicono "questo è Palio" oppure "questo non è Palio".

E se il prossimo anno si dovesse ripresentare un lotto di cavalli con un "missile" (come Rijhaid a Massarella) e il resto comprimari, una contrada con la rivale e sgravata da ammonizioni potrebbe fare due conti, andando ad ingaggiare un fantino per "scendere" la rivale favorita. Il Palio diventerebbe sempre più ingestibile per le rivalità incrociate, col risultato che vincere per una contrada che ha la nemica diventa sempre più impossibile e l'albo d'oro degli ultimi anni lo dimostra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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