Il Tirreno

Empoli

Palio di Fucecchio, cavallo fuori regola per il doping

Marco Sabia
Il presidente dell'associazione Palio Massimo Billi
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Il presidente dell'associazione Palio Massimo Billi

Limiti sforati, presto sarà decisa la sanzione. Il nome non è stato reso pubblico. Il presidente del cda Massimo Billi: "Stiamo ragionando su quali azioni intraprendere"

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FUCECCHIO. Il cda dell'associazione Palio - prima dell'ultima edizione della corsa - aveva inasprito le sanzioni per il doping ai cavalli (tecnicamente definiti "non negativi"), nei casi in cui questi sforassero certe soglie: la multa è passata da 2500 euro a 10.000, per cui è quadruplicata. E quest'anno - nel post Palio - è emersa una contrada con valori (seppur non di troppo) superiori alle soglie consentite, che quindi dovrebbe pagare la multa in questione. Dovrebbe perché l'associazione Palio - che commina le sanzioni - sta discutendo il da farsi, in quanto economicamente si tratta di una discreta "mazzata" per la contrada, sul cui nome il presidente dell'associazione Palio Massimo Billi ha preferito glissare: «Un caso c'è stato, di poco fuori rispetto alle soglie. Stiamo ragionando su quali azioni intraprendere ma il nome della contrada non lo faccio».

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Resta da vedere se, una volta deciso cosa fare, lo stesso cda vorrà rendere pubblico il nome della contrada in questione. Chiaramente la "non negatività" riscontrata non riguarda farmaci pericolosi (tipo gli steroidi, per cui si rischia il penale) ma più probabilmente un dosaggio "fuori soglia" di antidolorifici o antinfiammatori. In fondo - chi un anno chi un altro - più o meno tutte le contrade sono state "pizzicate" per valori superiori alla norma e hanno pagato con ammonizione e sanzione economica. Manifestazioni come i palii negli ultimi anni sono dovute sottostare a ordinanze e normative sempre più stringenti, come l'ordinanza Martini e la successiva Lorenzin: c'è l'obbligo dell'ambulanza veterinaria, ad esempio, con personale specializzato presente; l'attenzione è sicuramente più alta, però non si capisce perchè dal punto di vista comunicativo non si riesca ad affrontare l'argomento, che rimane in una sorta di limbo oppure in un pentolone da non scoperchiare per il "bene" della manifestazioni.

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Inoltre, a più riprese, chi gestisce la manifestazione ha parlato di "sprovincializzazione" della stessa, per renderla più attraente al di fuori delle mura cittadine, anche per motivi prettamente turistici e di conseguenza economici. La mentalità attuale però è diversa e in base alla stessa ciò che succede al Palio deve rimanere al Palio.

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