Il dolore
Un villaggio di spacciatori con tende e sentinelle
Vivono nel bosco e ci lasciano cibo e sporco. Stanno spesso sugli alberi per vedere quando arrivano i loro clienti. E sono armati di machete
FUCECCHIO. Un mondo parallelo, un villaggio nascosto con tende e sentinelle, che vive e prolifera all'interno di una delle più belle aree di Fucecchio, quella dei boschi delle Cerbaie: tra spaccio, prostituzione e rifiuti abbandonati la situazione sta peggiorando sempre più. La piaga più grossa - e relativamente nuova - è quella dello spaccio, visto che la prostituzione - specie a Galleno - c'è dall'alba dei tempi e gli abbandoni di rifiuti hanno sempre trovato terreno fertile tra le fronde degli alberi. Ora che la caccia è ripartita e che gli appassionati di funghi stanno popolando i boschi, potrebbe diventare pericoloso "inciampare" in qualche soggetto magari armato di machete, com'è già accaduto.
Gli abitanti e i fruitori del bosco stanno protestando da giorni e anche la politica cittadina ne sta discutendo, dato che i cinque stelle hanno chiesto un consiglio comunale aperto sul tema, non respinto a priori dal sindaco Alessio Spinelli. Inoltre il forzista Simone Testai ha scritto al prefetto Alessio Giuffrida, chiedendo un potenziamento del contingente delle forze dell'ordine. Questo mondo parallelo ha regole proprie e si è organizzato per sopravvivere: accampati in tende o in ruderi abbandonati, gli spacciatori si portano viveri sufficienti per tirare avanti nel bosco; alcuni di loro - probabilmente fanno a turno - salgono sugli alberi e così facendo vedono chi arriva per capire se chi si avvicina sia un loro cliente o meno. Non cercano lo scontro ma se qualcuno si avvicina troppo sono pronti a scacciarlo, perchè fra gli alberi non ci sono andati disarmati. Le loro postazioni preferite sono dove possono avere facile accesso alla strada, magari tramite un sentiero: il consumatore sa dove trovarli e - una volta superato il confine tra la strada e il bosco - sa altrettanto bene come fare per far uscire allo scoperto lo spacciatore, che il più delle volte si avvicina alla macchina del consumatore e gli porge il "pacchetto" tanto desiderato. Ora sapere che - mentre si cammina nel bosco - c'è qualcuno sopra di noi pronto a lanciare qualcosa di contundente non è esattamente il massimo. Oltretutto è già successo che alcune persone venissero rincorse machete alla mano, così come lo forze dell'ordine sono state assalite da questi soggetti, che vivono nel bosco. Si sono adattati e hanno piegato a loro favore le leggi del bosco: lo sfruttano per ripararsi, per dare l'erronea idea di non esistere, salvo poi sbucare fuori nelle tarde ore del pomeriggio o della notte per rifornire i consumatori.
La loro presenza è comunque palpabile, anche perchè hanno spesso l'abitudine di abbandonare gli scarti dei prodotti da loro utilizzati, come per esempio il cibo, sempre all'interno del bosco, presumibilmente prima di cambiare zona per non dare troppo nell'occhio.
Eppure chi vive qui - fra Massarella, Torre, Galleno, Le Vedute, Querce e Pinete - ha notato che qualcosa, negli ultimi tempi, è cambiato per il peggio. Si va da via di Balzello a via Montebono, fino alla Pesciatina e la Romana Lucchese, senza dimenticare via delle Pinete e della Bigattiera, oppure di Montebono e di Rimedio: in tutte queste aree i movimenti "strani" sono stati notati a più riprese e le forze dell'ordine provano in ogni maniera a limitare il dilagare di questo fenomeno, pattugliando le strade. L'anno scorso un militare fu pure aggredito, riportando numerose lesioni. Il bosco - almeno per ora - non ha soltanto zone d'ombra (ci sono anche dei bei sentieri) però la piaga dello spaccio è sicuramente la peggiore che qui poteva insidiarsi. Purtroppo queste zone offrono ettari ed ettari di riparo nel bosco e infinite vie di fuga per chi delinque, grazie a tutte le arterie stradali che portano verso la provincia di Lucca, Pisa o Pistoia. Pertanto fermare tali malviventi diventa difficile, soprattutto perchè questi non si peritano affatto ad aggredire qualcuno oppure a minacciarlo con grosse scuri. Finora il problema più grosso era rappresentato dalla prostituzione, praticata anche alle dieci di mattina; la popolazione a malavoglia ci ha sempre convissuto, seppur le lucciole si avvicinassero a grandi passi verso i centri abitati. Nessuno, però, era mai stato rincorso con un machete mentre andava a far funghi. Almeno finora. I residenti si sono sempre sentiti a casa propria dentro al bosco, che per grosse porzioni è di privati; oggi la situazione è drasticamente cambiata e le grida d'allarme continuano a susseguirsi. E la sporcizia lasciata nei boschi è diventata un problema secondario per "merito" degli spacciatori.
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