Il dolore
Torna di moda l’onice di Montaione
Parte la promozione del materiale da parte l’amministrazione grazie anche a un’azienda orafa
MONTAIONE. Una pietra che negli anni Ottanta fece la fortuna di Montaione e che tornerà ad essere sfruttata da una miniera e risplendere nei gioielli. Si tratta dell'onice, una peculiarità valdelsana, che è stata richiesta dalla Visa Colori di Capolona, in provincia di Arezzo. La miniera, nella località di California, è pronta quindi per ripartire con lo sfruttamento, fermo dal 1980, quando questa pietra dava lavoro ad oltre 100 dipendenti.
Sono due i fronti aperti. Il primo riguarda il Comune di Montaione che, come spiega il sindaco Paolo Pomponi ha deciso di registrare un marchio e un logo. La seconda 'finestra' invece riguarda l'azienda Visa Colori che metterà a disposizione il suo laboratorio in cui lavorano tecnici ed un gemmologo. Il Comune, sempre come spiega il sindaco, ha concesso l’esclusiva alla Visa per quattro anni e solo per articoli di moda e di oreficeria (non per l’arredamento o altro. )
Montaione e la Visa Colori si ritroveranno a fine settembre al Fuori Expo per presentare questo progetto, tentativo concreto di far emergere una risorsa made in Italy. Tutto messo nero su bianco, in un protocollo d'intesa, dove si inserisce già la relazione di un geologo che dà rassicurazioni, spiegando che non "andrà ad incidere in maniera sostanziale sull'ambiente". Una filosofia che è spiegata dal direttore generale dell'azienda e responsabile del progetto, il dottor Riccardo Guerrini: «Ci siamo innamorati di questo materiale che abbiamo scoperto grazie a una ricerca tecnico - storica. Si tratta di una pietra nobile del territorio toscano, con delle striature e dei colori che sono inconfondibili».
Un materiale con una storia che viene dal passato, il fascino della Toscana e della Valdelsa: tutti gli ingredienti per far breccia sul mercato e scrivere così una nuova pagina. La miniera tornerà quindi ad essere disposizione una volta che saranno terminati i quantitativi al momento ancora stoccati.
Visa Colori collabora con grandi aziende del settore e potrebbe rappresentare una concreta occasione per il rilancio di questa pietra dura. Al momento non sono previsti posti di lavoro, il laboratorio aretino è ben attrezzato ma in base alla richiesta di oggetti realizzati con questa pietra, gli scenari «potrebbero velocemente cambiare» ha aggiunto Guerrini. Una possibilità quindi che fa ben sperare la giunta Pomponi e al territorio.
Nelle prossime settimane sarà attivo anche un sito internet per testimoniare l'impegno e la volontà di immettere sul mercato a distanza di 30 anni una pietra che fa ancora sognare all'estero, grazie al fascino del made in Italy.
L'onice è stato utilizzato in passato nella realizzazione della Galleria Vasariana, degli Uffizi e per alcuni monumenti che si trovano a Firenze ma anche in altre realtà del territorio. L'onice di Montaione è costituito da due tipi di rocce: la silicea e la calcarea, e la sua struttura e i colori, dal grigio al bruno, dal marrone al bianco, lo rendono unico e riconoscibile.
Giacomo Bertelli
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