Sicurezza
Oltre 500 stranieri tra i banchi A Castello 1 su 3 non è italiano
L’istituto comprensivo multietnico sarà guidato dal nuovo dirigente Di Fonzo Intanto all’Enriques debuttano le prime due classi del tecnico Agrario
CASTELFIORENTINO. Un nuovo dirigente dell’istituto comprensivo. Il tecnico agrario che debutta all’Enriques con due classi. Le aule tirate a lucido dai genitori, con il supporto di insegnanti e associazioni. I migranti che puliscono le aree verdi dell’istituto superiore e imbiancano le aule insieme ad alcuni detenuti a fine pena. A Castelfiorentino l’anno scolastico parte nel segno delle novità. E dell’integrazione, che diventa fondamentale in una realtà multietnica come poche altre: da queste parti 1 studente su 3 è straniero. Su una popolazione scolastica (relativa ai sette plessi dell’Istituto comprensivo) di oltre 1.500 ragazzi, più di 500 non sono italiani.
Il sindaco e l’assessore Francesca Giannì hanno voluto suonare idealmente la prima campanella, sottolineando gli sforzi fatti dall’amministrazione comunale con il coinvolgimento di cittadini, associazioni (Avis in testa) e privati (a cominciare dalla Banca di Cambiano) «perché tutti i tasselli del puzzle sono importanti e servono a riscoprire il senso di appartenenza a una comunità». Inclusione ed educazione alla legalità sono le parole che ricorrono più spesso, «perché tutti noi dobbiamo contribuire a preparare una classe dirigente migliore di quella attuale» sottolinea il nuovo dirigente Gerardo Di Fonzo, 56 anni, che dopo aver insegnato economia aziendale per 26 all’Itc di Poggibonsi ora raccoglie l’eredità lasciata da Gabriele Marini, al timone di una realtà complessa con tre plessi dell’infanzia altrettanti dedicati alla primarie e la media Bacci-Ridolfi, dove la prima campanella suonerà domani (anziché oggi), perché «tutti i docenti, ad eccezione di uno soltanto, parteciperanno all’assemblea sindacale e quindi non ci sono le condizioni per aprire la scuola». Intanto la sua collega Patrizia Paperetti, dirigente dell’istituto superiore Enriques, si gode il debutto del’agrario, che parte con una quarantina di studenti suddivisi in due classi e che aspira a diventare un punto di riferimento per la Valdelsa: «È stata una grande conquista, figlia della sinergia tra tutti i Comuni dell’Empolese Valdelsa, aziende e associazioni di categoria. Che hanno capito che per caratteristiche e tradizioni l’Agrario doveva andare ad ampliare l’offerta formativa dell’Enriques». Ora l’obiettivo è farlo crescere, nel segno della qualità: «Le attività in laboratorio dovrebbero partire dal terzo anno, ma stiamo lavorando per farle partire fin dal primo. Già ora l’accoglienza per i debuttanti andrà in questa direzione, con una visita nel parco della scuola alla scoperta delle specie varie arboree». Poi puntualizza: «Abbiamo ottenuto entrambi gli indirizzi, sia il tecnico, sia il professionale. Ma per ora partiamo con il primo». Che va ad aggiungersi a quelli storici (liceo, tecnico, professionale commerciale e alberghiero, che è la punta di diamante dell’Enriques), per un totale di oltre 1.400 ragazzi.
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