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La grande guerra vista dall’avvocato

La grande guerra vista dall’avvocato

Giuliano Lastraioli ha pubblicato un volume su un soldato al fronte

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FUCECCHIO. La ricorrenza del centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale ha portato con sé tanti discorsi e tanta retorica, ma alla fine per ora, almeno a livello locale, - oltre a qualche copiaticcio che non è nemmeno il caso di menzionare - lavori di storia seri e di una certa importanza se ne sono visti ben pochi. Uno di questi è senz’altro il diario accompagnato da alcune lettere di Egisto Lotti, pubblicati con la cura di Giuliano Lastraioli,dalla Fondazione Montanelli Bassi e grazie al contributo finanziario della Banca di Cambiano: “Un fucecchiese nella grande guerra. Il diario e le lettere di Egisto Lotti”. Si tratta di un volume molto interessante, con documenti inediti di prima mano pubblicati adesso integralmente, corredati dalle preziose foto scattate dallo stesso Lotti che testimoniano la partecipazione in qualità di ufficiale dell’arma del Genio alla prima guerra mondiale. «Egisto non era un guerriero per vocazione. – afferma Giuliano Lastraioli - Nato a Fucecchio il 4 maggio 1898 da genitori della piccola borghesia benestante, aveva appena terminato il liceo quando fu chiamato alle armi. Non risulta che fosse un bollente interventista ed anzi la sua cultura era più carducciana che dannunziana. Bravo figliolo di buona gente, aveva però il culto estremo del dovere e senza smargiassate, senza voli retorici, sempre con toni bassi e flebili, fu l’esatto contrario del miles gloriosus e soltanto per una volta, dopo la battaglia del Solstizio, si abbandonò a qualche entusiasmo, tosto sopito dalle delusioni subite al ritorno in licenza, come documentato da un amaro racconto che qui viene riportato a mo’ di appendice».

Egisto è in prima linea a scavare trincee, sottotenente al comando di un plotone della 185esima compagnia genio zappatori, 73esimo battaglione. Sempre nel cuore della linea di fuoco, Egisto partecipa alle battaglie più epiche del nostro esercito, vive le drammatiche ore di Caporetto, poi Nervesa, Montello, il riscatto, e assiste a fatti tragici e gesti eroici; tanto per citarne uno osserva la caduta dell’aereo di Francesco Baracca.

Paolo Santini

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