Il Tirreno

Empoli

Rincorsi col machete paura per gli spacciatori

Nei boschi non solo droga, anche prostitute e tanta sporcizia

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FUCECCHIO. Spacciatori che entrano ed escono dai boschi, minacciando chi prova a dissuaderli. E che sono stati visti anche con un machete. E ancora: prostitute che si appartano coi loro clienti, rifiuti sparsi un po’ ovunque. Succede nei boschi delle Cerbaie a Fucecchio, in un’ampia zona che comprende Pinete, Vedute, Galleno, Torre e Massarella.

Il bosco è diventato il ricettacolo di chi vuol nascondere i propri, in primis gli spacciatori, che pare abbiano anche rincorso dei frequentatori del bosco armati di coltelli. Ma andiamo con ordine, cercando di analizzare ogni aspetto.

Incubo spaccio. La situazione è abbastanza semplice: la vastità del bosco e la fitta vegetazione sono l’ideale per non farsi vedere; però ci sono anche dei sentieri, che con pochi passi ti riportano sulla strada principale. Sembra che – specie di notte – in alcune zone (via di Taccino e di Montebono) siano state notati individui che a più riprese entrano ed escono dalla boscaglia; oppure due macchine che accostano l’una all’altra, scambio veloce di materiale (chissà quale) e poi ognuno per la sua strada. Perché questa zona ha un altro “problema”: pur essendo un’area collinare può condurre verso ogni direzione, che sia la provincia di Pistoia, che sia la lucchesia o l’area pisana; per cui a scappare non ci vuole niente. E poi – se vai a far funghi o a fare una passeggiata e ti rincorrono con un machete – la situazione si aggrava ulteriormente.

I cittadini chiedono più sicurezza, affinché non si arrivi ad episodi dagli esiti irreparabili: « Galleno,Torre - spiegano alcuni abitanti - Chimenti,Pinete,Massarella e Querce: oramai si tratta di un’ invasione da parte di spacciatori nelle suddette zone. Addirittura in questo periodo alcune persone sono state minacciate da soggetti nei boschi con maceti alla mano. In questo periodo c'è la raccolta dei funghi e donne, anziani e bambini vanno in giro per boschi e da metà mese inizierà pure la caccia: la situazione quindi non è da sottovalutare».

Prostituzione. Ma non c’è solo lo spaccio. Lo squallore della prostituzione. Qui è diverso: l’area che circonda Galleno è tristemente famosa per la piaga del meretricio; d’altronde le lucciole ci sono ad ogni ora del giorno, nonostante le tante ordinanze firmate dagli ultimi due sindaci, che prevedono multe salate sia per il cliente (che quasi sempre paga per evitare la gogna) che per la prostituta, che invece a pagare non ci pensa proprio, presumibilmente per disperazione. Ma se dalla strada si può vedere al massimo un cliente che contratta la prestazione se ci s’addentra nel bosco – come abbiamo fatto noi - si possono notare “i prodotti” di tale contrattazione: decine di confezioni di preservativi a terra nella fitta boscaglia, qualche materasso o coperte luridissime probabilmente usati per consumare e poi lasciati lì.

E’ storicamente così da decenni ma non per questo vuol dire che le condizioni di questi bei boschi debbano rimanere in eterno le stesse.

Camminando fra i rifiuti. Se alcune aree sono molto belle da visitare ( i sentieri sono molti e anche segnati da adeguati cartelli), altre non se la passano altrettanto bene: sacchi buttati dalla strada, che poi vengono aperti dagli animali che spargono tutt’attorno la spazzatura; oppure abbandonati direttamente nel bosco, visto che ci sono delle vie d’accesso percorribili tranquillamente con un’automobile. E’ successo nel passato e continua a succedere, nonostante le tante catene a bloccare i molteplici punti d’accesso. A farla da padrone sono le bottiglie di vetro, sparse un po’ ovunque. Ma si triovano anche chili e chikli di oggetti di plastica. Come giochi per bambini. Non solo: più di una volta nel passato sono stati denunciati abbandoni di centinaia di pneumatici usati che vengono scaricati nella notte. Un danno ambientale di grave entità che se tra l’altro non prontamente arginato darebbe origine a una vera e propria bomba ecologica.

Di conseguenza serve una presa di coscienza sui problemi delle Cerbaie, che sono parecchi e di non facile risoluzione. Ma da qualche parte bisogna pur partire.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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